Si avvicina la rinascita di Campo Testaccio, luogo simbolico per la storia – calcistica e non solo – di Roma e mitica culla dei giallorossi. Le commissioni capitoline Patrimonio e Sport, presiedute da Yuri Trombetti e Nando Bonessio, hanno dato parere positivo unanime (con FdI e M5S che non hanno partecipato al voto) alla delibera di Giunta che riconosce i “prevalenti interessi pubblici” sulla palestra abusiva sorta in passato accanto all’antico campo da gioco, evitandone la demolizione.
Si avvicina la rinascita di Campo Testaccio, luogo simbolico per la storia – calcistica e non solo – di Roma e mitica culla dei giallorossi. Le commissioni capitoline Patrimonio e Sport, presiedute da Yuri Trombetti e Nando Bonessio, hanno dato parere positivo unanime (con FdI e M5S che non hanno partecipato al voto) alla delibera di Giunta che riconosce i “prevalenti interessi pubblici” sulla palestra abusiva sorta in passato accanto all’antico campo da gioco, evitandone la demolizione.
Campo Testaccio, addio al cratere sotto allo stadio della prima Roma: sarà un centro sportivo
di Emiliano Pretto
15 Maggio 2025
Sarà così sanato e acquisito al patrimonio comunale l’immobile su via Caio Cestio (esteso su 950 metri quadrati e con un volume di 4.600 metri cubi) che era in abbandono da anni e privo di titoli urbanistici. La stessa Sovrintendenza lo ha giudicato “storicizzato” e dunque entrerà a far parte degli impianti sportivi di Roma Capitale. Ciò sarà di grande aiuto per il più ampio e ambizioso progetto di recupero di Campo Testaccio, in modo da ospitare quelle attività collaterali che possano garantire la sostenibilità economica dell’intera operazione, facendo nascere un centro polifunzionale dedicato allo sport.
«Abbiamo faticosamente sbloccato un iter amministrativo fermo da anni, con un lavoro abnorme – ha commentato l’assessore ai Grandi eventi, Sport e Turismo, Alessandro Onorato – ricordo che Campo Testaccio ha una valenza immensa, è il luogo dove la Roma ha iniziato la sua storia. Il rione e la città aspettano da troppo tempo una rinascita».
«L’Amministrazione capitolina sta facendo il massimo sforzo per sanare questa ferita di Testaccio – ha aggiunto Nando Bonessio, presidente della commissione Sport – per dare un servizio importante al territorio e per migliorare anche l’offerta sportiva per le scuole della zona».
A luglio 2025 era arrivato l’ok del Municipio I alla dichiarazione di interesse pubblico per evitare la demolizione della palestra e si era sperato in un iter veloce. Invece i tempi si sono allungati, basti pensare che c’è voluto persino l’ok della Asl per la vicinanza del cimitero acattolico. Ora però, se tutto filerà liscio, la delibera – che era stata approvata in Giunta nelle scorse settimane – potrà approdare in aula Giulio Cesare prima dell’estate per il via libera finale. Così potranno essere avviate le procedure che consentiranno ai soggetti privati interessati di presentare progetti di collaborazione o al Campidoglio di predisporre un avviso pubblico, per poi far partire i lavori di riqualificazione in linea con il Masterplan urbanistico di Testaccio.
La speranza è che il sogno del ritorno di un pallone in quel sito leggendario possa concretizzarsi entro il 2026: così, a 97 anni dall’inaugurazione e ad 86 dall’ultima partita disputata lì dalla Roma, Campo Testaccio – dopo aver rischiato di essere cancellato per sempre nei primi anni duemila da un parcheggio sotterraneo – potrà rialzare la testa, riscattandosi da un lunghissimo oblio e tornando a nuova vita. Intanto attende sornione, con la distesa che ospitò le prodezze di Ferraris IV, Volk, Bernardini e Amadei ridotta a bucolica savana urbana.
FONTE: La Repubblica – L. Grassi











