In teoria, la pressione dovrebbe essere tutta sulle spalle del Bologna, una squadra che dopo le buone premesse della scorsa stagione, a un certo punto dell’anno, ad autunno inoltrato, veniva considerata addirittura tra le favorite per lo scudetto (cit. Sabatini) e invece si è trovata poi risucchiata in un gorgo da cui sembra uscire per poi riprecipitarvi dentro, tornando a evidenziare gli stessi limiti difensivi già denunciati altre volte nelle squadre di Italiano e che sembravano invece ormai esorcizzati proprio attraverso l’applicazione del lavoro sul campo. Alla sfida di questa sera (stadio Dall’Ara orfano della maggior parte dei tifosi della Roma, calcio di inizio ore 18:45, telecronaca esclusiva su Sky, radiocronaca integrale obbligatoria su Radio Romanista), il Bologna arriva dopo aver perso sette delle ultime nove partite giocate in casa: un bilancio curioso, avendo vinto pure cinque delle ultime sei partite giocate.
Per quanto riguarda la Roma, invece, da queste parti siamo maestri nel complicarci le cose da soli, a volte vittime della endemica necessità che ha un romano di riconoscere le proprie fragilità, fino a farsene vanto, col rischio che in certe situazioni si finisca con lo sconfinare nell’auto-mortificazione. Così se 100 minuti prima si favoleggiava del secondo posto e si rimiravano le confortanti quote per la vincente di Europa League (la Roma per i bookmaker è seconda solo all’Aston Villa), dopo aver permesso la casuale rimonta nei 10 minuti finali con la Juventus e dopo aver perso a Genova una partita macchiata peraltro da un clamoroso errore arbitrale, si ha l’impressione che sia già tutto finito.
Pare che ci si debba rassegnare a questa altalena di opposte passioni anche se restiamo convinti che in nessun inquadramento psicologico ci sia scritto che chi ama tanto sia destinato ad odiare nella stessa misura. Per fortuna, non diminuisce l’abitudine a mostrare allo stadio la misura dell’attaccamento ed è lì che nessuna inquisizione social attecchirà mai. Ed è questo il motivo per cui restiamo indignati se una disposizione ingiusta e anticostituzionale impedirà oggi alla stragrande maggioranza dei tifosi che avrebbero voluto esserci di partecipare a questo evento. E in quanto città aperta, Roma accoglierà volentieri invece le migliaia di tifosi rossoblù che vorranno presenziare alla gara di ritorno, ma è certo che l’ingiusta misura presa contro i tifosi della Roma evidenzia una disparità di trattamento che sconfina chiaramente nell’ambito sportivo.
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FONTE: Il Romanista – D. Lo Monaco










