Artem Dovbyk avrà i suoi perché. E sono tutti “perché” legittimi, vista una condizione che tarda ad arrivare dopo quell’infortunio di gennaio che metterebbe timore a chiunque non ha più intenzione di avere ricadute, quindi di rifarsi male. Ma anche Raffaele Palladino ha espresso i suoi “percome”: chiede di più, vuole di più, non si è nascosto. «Artem deve spingere di più in allenamento perché così facendo e a quel punto avrà anche lui la sua occasione».
E quindi, ecco la punzecchiatura di Raffaele Palladino. La sensazione è che sia semplicemente un cosiddetto “stimolo”, quella frase del tecnico, ma è chiaro che anche con le quattro gare (Cagliari compresa) prima della sosta – e con Piccoli e Orsolini fuori – l’idea di avere tutti capaci e sicuri di sgommare ci sia. E sia necessaria. ll Bologna Io aspetta sì: e su questo non ci sono dubbi. Ma al contempo chiede. Tre centravanti in”rosa” – pur se diversi fra loro- sono tanti per chi non fa le Coppe: il club ha bloccato Enem sulla via di Lugano perché era giusto dare il tempo necessario ad Artem di recuperare al meglio il ritmo gara, senza fretta né eccessi né forzature.
Ma ora è tempo di schiarite. Palladino è stato fin troppo chiaro, il club attende fino a gennaio: non è detto che Dovbyk ritorni a Roma dal prestito attuale (per poi, magari, essere dislocato ad un club che lo possa utilizzare di più) ma magari non è detto nemmeno che non accada.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











