La notizia peggiore, per Bologna e Roma, è arrivata dalla Francia. Perché, in casa del Lilla – che non è un avversario di secondo piano – l’Aston Villa ha conquistato una vittoria che sa di qualificazione già prenotata. E il club inglese – che una delle due italiane troverà ai quarti – è sicuramente l’osso più duro di questa Europa League. Una Coppa a cui giustamente Italiano e Gasperini – che ha già assaporato il gusto della vittoria con l’Atalanta – tengono molto: perché il trofeo porta prestigio, soldi e – per chi lo alza – non solo la qualificazione alla Champions da testa di serie ma anche la partecipazione alla Supercoppa europea. Vuoi mettere la soddisfazione di affrontare – che so – il Psg o il Real Madrid?
Certo, non è il caso di fare troppi programmi, perché come detto il cammino è ancora lungo e faticoso, ma Bologna e Roma hanno confermato di tenere moltissimo a questo appuntamento. Mettendola anche sul piano strettamente agonistico: a voler fare una battuta, si è visto insomma che la sfida è stata molto più “europea” di quella che avremmo visto in campionato. Magari qualche errore di troppo dal punto di vista tecnico, ma l’intensità e la voglia di superarsi c’erano tutte. Anche se alla fine il pareggio va sicuramente meglio alla Roma, chiamata adesso a concentrarsi sullo “spareggio” di domenica col Como, e che avrà la possibilità di giocarsi questo ottavo europeo nel suo stadio, a contatto con i propri tifosi.
L’ennesimo gol per l’ex capitano giallorosso che tra tre mesi andrà a scadenza e rappresenta a 30 anni un’occasione di mercato. Perché basta farsi un giro addirittura a livello europeo per scoprire che non è facile trovare un centrocampista che ha realizzato più di settanta gol. Questa volta, dopo essersi messo in proprio e aver colpito due pali, a fornirgli l’assist giusto è stato il “solito” Malen, che – oltre ad essere stato indubbiamente il rinforzo più azzeccato di gennaio – si candida ad essere tra i migliori acquisti dell’intera stagione. Non per fare paragoni (anzi si) ma considerando i 42 milioni spesi per Nkunku o i 45 per Openda (pensate che il romanista in un mese e mezzo ha segnato come i due messi insieme da inizio stagione) i 25 stanziati per Malen sembrano davvero il frutto di una grande intuizione. A conferma che le idee contano almeno quanto i soldi.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











