L’ultima volta, che a pensarci bene è stata la prima in assoluto da avversario, De Rossi l’ha vissuta male. Dopo 14 minuti, con il gol di Soulé, la partita si è messa subito in salita. Dopo 19 e il raddoppio di Koné è apparsa indirizzata. Dopo 31, quando in rete è andato anche Ferguson, archiviata. Tre gol subiti in mezz’ora, un altro annullato: una Caporetto. Per Daniele l’unica consolazione è stato l’abbraccio della sua gente a fine partita. Perché c’è un Daniele De Rossi tifoso, quello che avrebbe voluto due vite per dedicarle entrambe alla Roma, e poi c’è il professionista: uno che se sposa una causa la porta fino in fondo. E il Genoa non poteva che essere il posto ideale per ripartire.
Sì, perché la delusione vissuta in giallorosso è di quelle che rimane dentro. Prima è stato l’ombrello sotto il quale rifugiarsi per scaricare Mourinho senza troppe ripercussioni con la piazza, poi quando ha svolto egregiamente il compito, arrivando tra l’altro ad un passo dalla finale di Europa League, è diventato di troppo. Lui, che bendato, ancora oggi, potrebbe muoversi a Trigoria senza correre il rischio di incespicare. Lui che è passato per uno yes man, pur di farsi rinnovare il contratto, ma che in realtà aveva iniziato una guerra fredda sul mercato con l’allora Ceo Souloukou.
Voleva Omorodion ma 30 milioni erano troppi. Allora ha chiesto Sorloth ma 35 milioni erano troppi. Alla fine è arrivato Dovbyk, che alla fine è costato più degli altri due (almeno una quarantina) ma che andava bene soltanto alla Souloukou. Discorso simile per Dybala: gli viene proposto un piano di abbassamento dei costi. DDR, pur a denti stretti e con la prospettiva di un progetto triennale, acconsente per poi ritrovarsi con il cerino in mano e passare per quello che aveva scaricato la Joya.
Ma non finisce qui: oggi tutti cercano di mettere il cappello sull’esplosione di Pisilli. Se Niccolò gioca nella Roma lo deve ad una scelta di Daniele De Rossi. Estate 2024: anche in questo caso la decisione è sofferta. Tra Bove e Pisilli, potendo tenerne uno, De Rossi opta per il ragazzo di Casal Palocco. Pernacchie all’epoca, nemmeno un grazie oggi. Anche se Daniele, in questi giorni, ha giustamente altri pensieri. Il Genoa deve salvarsi e nella sua ottica la Roma in Champions può attendere. Almeno una partita, quella di domenica, per poi tornare a tifarla da lontano. Eventualmente, però non chiamatelo sgarbo.
FONTE: Il Messaggero – S. Carina











