Il domenicano Fra Giovanni da Fontana, terribile inquisitore di Bergamo, nel 14° secolo condannò al rogo dodici eretici dolciniani. A Bergamo il fuoco punisce ancora. Un imprenditore locale dal cognome curiosamente liquido (Acquaroli) come l’inquisitore (da Fontana), ha dato fuoco su una griglia alla maglia di Marten De Roon, acquistata a un’asta di beneficenza. Il video è diventato virale. L’eresia imputata all’olandese? Essersi trasferito nella città del Papa. Può essere eretico o traditore il giocatore che ha indossato più volte la maglia della Dea (444 volte) e che il giorno del record pianse davanti al lenzuolo della curva: «Prima uomini, poi campioni»? Può esserlo un ragazzo che ha abitato 10 anni in città, che ha condiviso la tragedia del Covid, che ha figlie che parlano con accento bergamasco, che sa cos’è lo stegnat de polenta, che ha costruito la favola Dea, che ha pianto l’ultima volta a Zingonia e tornerà a vivere a Bergamo? Noi auspichiamo che assordante siano l’applauso e la riconoscenza. In un mondo infiammato dall’odio, non si scherza col fuoco. Sulla griglia tornino le salamelle.
FONTE: La Gazzetta dello Sport – L. Garlando











