Altro che scarpa vecchia. Marten de Roon a 35 anni ha ancora voglia di dire la sua e per questo ha scelto di riabbracciare il suo maestro. È il calciatore che Gasperini ha impiegato più volte nella sua carriera: ben 361 le presenze, dopo di lui c’è Toloi fermo a 289. Un abisso tra il primo e il secondo posto. Il suo addio all’Atalanta ha fatto rumore e gli ultras nerazzurri nei giorni scorsi gli avevano dedicato uno striscione tutt’altro che tenero: «Hai scelto di passare nella nostra storia ma non di appartenerle. Addio bandierina». Non si era fatta attendere la risposta dell’allenatore: «Doveva fare la scarpa vecchia in uno sgabuzzino? Non è andato via per sua volontà. Sono molte contento che sia qua, è una fortuna e darà un contributo importantissimo».
E infatti l’olandese ha deciso lasciare Bergamo poiché non rientrava più nei piani di Sarri e D’Amico nel giro di 48 ore lo ha portato a Roma praticamente gratis. Costerà al massimo 600mila euro se dovessero scattare tutti i bonus. De Roon dentro, El Aynaoui fuori, è stata l’ultima operazione di mercato che inizialmente aveva fatto storcere il naso alla tifoseria giallorossa con la quale il centrocampista ha sempre avuto un rapporto non idilliaco a causa delle troppe provocazioni sui social degli anni scorsi.
Appena arrivato ha chiesto scusa e si è subito messo a disposizione. Il minutaggio è ancora risicato: trentacinque i minuti giocati tra campionato e Champions League ma l’impatto è stato positivo. Contro il Torino è entrato al 64′ e ha messo ordine in mezzo al campo in un momento del match nel quale la squadra di Abate era quasi in controllo. Ha dimostrato intelligenza tattica e ha annullato gli avversari con un paio di anticipi da top player. Quattro gli intercetti, due duelli vinti su tre e il 100% di dribbling riusciti. Niente male.
Da ‘nemico’ a leader. De Roon conosce a memoria il gioco di Gasperini che sembra quasi telecomandarlo con un joystick dalla panchina. È ancora presto per vederlo dal primo anche perché non è ancora al 100% della condizione e le tre settimane di pausa post Inter saranno un toccasana anche per lui che con l’Atalanta non era mai sceso in campo nelle prime due giornate di Serie A.
L’allenatore sa quello che può dare e a Bergamo lo aveva trasformato in un cyborg. Nell’ultima stagione insieme – quella del 2024/2025- aveva concluso il campionato al quarto posto per palloni rubati (93), al quinto per quelli recuperati (47) e sul terzo gradino del podio per tackle (79).
FONTE: Il Messaggero











