
Sul taccuino di Sabatini, fra i tanti nomi, è segnato anche quello del danese Boilesen, mancino svincolato dall’Ajax e messo fuori rosa già lo scorso anno dopo aver rifiutato il rinnovo. Passando al centrocampo, le strategie ruotano attorno ai «soliti» due: Paredes in uscita e Diawara in entrata. L’altro ieri Sabatini ha incontrato di nuovo gli agenti del guineano in rotta con il Bologna, per un aggiornamento sulla situazione: l’accordo con il giocatore su un contratto quinquennale da circa un milione netto a stagione esiste da tempo, ma il Napoli aveva sorpassato i giallorossi con una proposta agli emiliani da oltre 15 milioni. Ora che il club di Aurelio De Laurentiis sembra essersi defilato, la Roma torna in pole e conta di chiudere l’operazione in prestito con obbligo di riscatto, mettendo sul tavolo anche il giovane Sadiq che si sta valorizzando a suon di gol alle Olimpiadi di Rio con la Nigeria. Ma prima deve partire Paredes, conteso da Milan, Juventus, Sampdoria e Zenit. Sull’argentino, che evidentemente non convince appieno né Spalletti né i dirigenti, si è aperta un’asta anche se per il momento pare destinato a rimanere in rosa per le prime gare ufficiali della stagione.
Intanto Vermaelen, che ha scelto la maglia numero 15, ha firmato e si è allenato con i nuovi compagni. Il belga arriva dal Barça in prestito gratuito e con diritto di riscatto (circa 12 milioni di euro il prezzo fissato) a discrezione della Roma. Per ottenere una formula così vantaggiosa il club giallorosso si è «impegnato contrattualmente» (lo scrive il Barcellona nel suo comunicato) a far giocare Vermaelen per evitare una svalutazione del ragazzo. Se la forma fisica lo assisterà, Spalletti lo considera un titolare a prescindere da qualsiasi clausola. «È un nuovo inizio per me – le prime parole da romanista del difensore al canale tematico di Trigoria – e non vedo l’ora di affrontare questa nuova sfida. Parlerò con Spalletti per capire come intende giocare. Conosco bene Nainggolan, è cordiale e mi sta aiutando molto. Idem Szczesny, con cui ho giocato nell’Arsenal. Totti è un mito, Dzeko è forte di testa e di piede ed è scomodo da affrontare come difensore. Nel primo anno a Barcellona ero reduce da un grave infortunio e nel secondo ho giocato un po’ di più ma davanti avevo difensori forti. Con il Porto sarà una partita fondamentale, sono fiducioso: abbiamo buone possibilità». In rosa gli farà posto Gyomber, destinato al Pescara. In partenza anche Ricci verso l’Atalanta, Torosidis piace al Malaga mentre si attendono offerte per Vainqueur e Seck.










