Svilar, si legge garanzia. Ormai da quasi tre anni l’estremo difensore giallorosso è un valore aggiunto notevole per la Roma. Tra parate prodigiose e uscite calcolate al millimetro, l’ex Benfica si conferma il migliore portiere del campionato. Fattore che può pesare eccome nella corsa lunga del campionato. I giallorossi, al momento, non sono la difesa meno battuta del campionato, poiché il Cagliari è riuscito a subire una rete in meno. Ma i numeri dell’estremo difensore sono comunque di notevole livello. Tre clean sheet su cinque partite giocate in campionato e un totale di 13 parate effettuate.
Alta anche la percentuale di interventi riusciti che si attesta all’81,2% su diciannove parate, che tradotto significa 2,5 parate a partita. Parlando di numeri, tra l’altro, il serbo si posiziona sul podio per media di porte inviolate tra i portieri con almeno 50 presenze ufficiali. Ma oltre alle statistiche c’è una percezione, o meglio una realtà, chiara ed evidente a tutti. Vale a dire l’abilità di Svilar di portare a casa almeno un paio di interventi decisivi a partita, che spesso portano punti alla squadra. Era successo anche nell’ultima sfida contro l’Inter all’Olimpico, prima su Bisseck nel primo tempo poi su Lautaro nella ripresa, pochi secondi prima del gol dello stesso argentino. Ma anche la settimana precedente su Simeone a Torino, e così via andando a ritroso nelle gare disputate dai giallorossi.
La specialità, però, restano le uscite basse. Un fondamentale che dimostra tutta la concentrazione e il coraggio del portiere romanista. Il gioco di Gasperini spesso concede degli uno contro uno agli avversari dati i duelli a tutto campo, situazioni che sollecitano non poco il novantanove. Ma il suo tempismo nel chiudere lo specchio e, soprattutto, nell’intervenire senza commettere infrazioni è impressionante. Avere un guardiano così dentro l’area di rigore è un vantaggio che poche squadre hanno, soprattutto vista la continuità di rendimento negli anni. A cominciare dalla fiducia datagli da De Rossi fino alle conferme con Ranieri e Gasperini, Svilar non ha praticamente mai tradito. In estate sono arrivate richieste dalla Premier e un tentativo della Juve, con il no dei Friedkin per l’offerta da poco più di 40 milioni. Lui ha sempre, fortemente, manifestato la volontà di restare nella Capitale, nella squadra che a 23 anni gli ha restituito una carriera dopo gli ultimi anni difficili al Benfica.Il rinnovo è arrivato la scorsa estate fino al 2030 e Mile è stabilmente uno dei leader del gruppo. C’è una macchia, però, che rappresenta un rimpianto importante nella sua carriera: la nazionale. Svilar è uno dei «superstiti» rimasti a Trigoria.
Non lo si è visto neanche al Mondiale e cosi sarà se nulla cambierà. Si perché dopo tutta la trafila con le giovanili del Belgio, nel settembre 2021 ha giocato un’amichevole con la Serbia che non gli p ermette di indossare la maglia dei Diavoli. Con la Serbia i rapporti si sono interrotti ormai da tempo e per questo il portiere giallorosso è rimasto fuori dal giro delle competizioni pernazionali.Un gran peccato vista la sua qualità trai pali che avrebbe potuto brillare anche in campo internazionale. Intanto se lo gode la Roma e i suoi tifosi, che dopo anni difficili hanno finalmente trovato una sicurezza assoluta nella difesa della porta e del risultato. Anche i compagni sanno che possono fidarsi di lui, e tra i segreti della Roma di Gasperini è impossibile non menzionarlo. Merce rara in campo e uomo spogliatoio: tutti pazzi per Mile.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











