L’ultima volta risale al 15 febbraio scorso, quando Gasperini lo buttò dentro a Napoli nel secondo tempo, al posto di Bryan Zaragoza. Matias Soulé in quella partita fu così deludente che subito dopo – d’accordo con lo staff medico e l’allenatore – ha deciso di fermarsi. Esattamente 49 giorni dopo Mati ora è pronto a tornare e proprio come a Napoli lo farà in un palcoscenico d’autore, il Meazza di Milano, la Scala del calcio. Dove, tra l’altro, è stato già protagonista lo scorso anno, segnando il 27 aprile il gol che regalò la vittoria che diede speranze-Champions ai giallorossi e – di fatto – costò il titolo ai nerazzurri.
L’argentino ora sta molto meglio, anche grazie al lavoro personalizzato svolto con il suo preparatore, Claudio Viggiano. Perché se Soulé è tornato ad essere Soulé, allora la Roma ha molte più possibilità di poter uscire con un risultato positivo da San Siro. Con Matias in campo, infatti, i giallorossi hanno una media di 1,88 a partita (47 punti in 25 partite), senza una media di 1,40 (7 punti in 5 gare).
Ecco perché riaverlo a disposizione aumenta la pericolosità offensiva della Roma, soprattutto in un momento in cui Gasperini deve fare ancora a meno di Dybala. Ed allora stasera si tratta solo di capire se Gasperini deciderà di lanciarlo dal via – come è probabile – per poi toglierlo magari all’inizio della ripresa o inserirlo a partita in corsa, nell’ultima mezzora, quando può sbaragliare il campo con la sua fantasia.
Poi, è chiaro, stasera Matias avrà soprattutto un compito, cercare di far sentire Malen il meno solo possibile. Perché l’olandese aveva stabilito un’ottima intesa proprio con Dybala, ma anche con Soulé c’è sostanzialmente una comunanza di linguaggio calcistico. Soulé ballerà un po’ tra due ruoli, quello di trequartista e quello di seconda punta. E se tutto andrà come può andare, allora la Roma avrà davvero ritrovato un giocatore fondamentale per la corsa-Champions.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











