Dopo l’ultimo “José Mourinho lalalalala” rimasto in gola, stanotte siamo pronti al “Daniele De Rossi eeeh oooh” sperando che il tribunale dei social, che decide cosa cantare e cosa amare, sia d’accordo. Di sicuro diremo e canteremo “Forza Roma”, come l’abbiamo detto sempre e come si risponde quando si dice: sempre. È da lì che nascono i cori per chi ha onorato o amato la Roma. “Forza Roma” serve soprattutto oggi: contro il Genoa non sarà facile e si deve vincere.
Sempre brutto avere un obbligo, sostenere delle aspettative, però col Genoa è così. Abbiamo fatto bene con l’Inter, benissimo nel primo tempo, abbiamo fatto molto bene col Como persino in 10, abbiamo surclassato il Real per 83’, però manca la vittoria. Bisogna vincere. In un modo o nell’altro, come ha detto Gasperini. E sarà tosta.
Lo sarebbe stata anche con la squadra al completo, pensa senza la sua struttura sintattica: Svilar, Cristante, Kone, Dybala e Malen. A leggere questi Favolosi 5 fa male, ma questo è. Principio di realtà e romanismo, non c’è tempo per piangere, non c’è tempo per altro che cercare di vincere. In ogni modo. Da romanista. Pure in maniera sporca e non brillante come col Real (a un certo punto eravamo noi le stelle della Champions in campo). In un modo nell’altro, vincere. Tre giorni dopo + i 7’ col Real, ce ne abbiamo 90’ + recupero da fare contro una squadra che ha appena trovato la prima vittoria del campionato, che si è arroccata attorno al suo allenatore, allenatore che è… Daniele De Rossi eeeeh oooh, io lo scrivo pure qui se permettete. E, pensate, non è in contraddizione con la volontà – totale, santa, indiscutibile, irrinunciabile di vincere stasera (…). L’unica premura è che mi sarebbe dispiaciuto tantissimo battere De Rossi e poi vederlo esonerato (…), mentre un esonero di Mou (…) dopo mercoledì me lo sarei pure augurato (…). Questo è. Strani giorni.
Viviamo strani giorni. Tra Mourinho e De Rossi e col compleanno di Falcao in mezzo (…). Con una Roma quasi prima e in Champions che dà scuola al Real, con uno stadio che fa scuola in Europa, con un inno che risuona dovunque, ascoltato a bocca aperta per lo stupore da chi lo scopre e lo sente per la prima volta (…). Io la bocca aperta ce l’ho per cantare, ma lo stupore è sempre lo stesso. (…). Forza Roma.
FONTE: Il Romanista – T. Cagnucci











