Aspetti Malen, cerchi Dybala. E invece la Roma che tiene il passo dell’Inter in testa alla classifica ha la faccia di Matias Soulé, l’uomo che è stato sul mercato per tutta l’estate, fino all’ultima ora dell’ultimo giorno. Il suo agente, Martin Guastadisegno, ha fatto il giro d’Europa, digitando i numeri di telefono dei direttori sportivi di tutto il continente, su indicazione della Roma. Niente da fare. Tutto da fare, invece. Gasperini s’era detto «innamorato pazzo» della sua squadra alla vigilia.
Innamorato pazzo, allora, anche di Soulé, che in zona centrale spacca il secondo tempo, rianima la Roma, batte l’angolo che spedisce al pareggio Hermoso al 44′ e poi al 48′ col sinistro batte Carnesecchi sul primo palo. Di fatto, l’unico mezzo errore del portiere dell’Atalanta, che aveva tenuto a lungo in vita la squadra di Sarri con almeno quattro interventi da urlo.
Certo che la tattica totalmente difensiva di Sarri un risultato l’aveva centrato, quello di limitare Malen. Dentro un tabellino che a fine primo tempo raccontava di 18 conclusioni a 1 per i giallorossi, i più pericolosi erano stati Mancini e Cristante, fermati da Carnesecchi. Una linea di centrocampo bassissima per limitare gli spazi centrali su Mora e soprattutto difendere su Malen in pochi metri e non in campo aperto: mossa riuscita, olandese contenuto.
L’ingresso di Krstovic ha colto impreparata la linea difensiva della Roma, tanto che a Ederson non è parso vero avventarsi col destro per mandare avanti i suoi. Primo gol subito in campionato da Gasp e certezze crollate. La Roma spavalda del primo tempo diventa vulnerabile, Ndicka sembra il fratello scarso rispetto ai primi 45 minuti, Krstovic lo manda letteralmente ai matti. Ma qui interviene Gasp. Fuori Malen per Castro. E soprattutto fuori Mancini e Ndicka per Ghilardi e Balerdi.
Si può vincere una partita azzeccando le sostituzioni difensive? Sì. La Roma si risistema, dopo aver visto Krstovic fallire il raddoppio. L’Atalanta quasi non riparte più, Carnesecchi pare insuperabile, Castro prende prima un palo e poi una traversa. A Gasperini scatta un sorriso amaro: non è serata, deve aver pensato. E invece la zuccata di Hermoso e la giocata di Soulé scrivono un’altra storia. Quella più giusta per l’andamento della partita, che vale un segnale grande così per Gasperini: la Roma sa vincere anche così, non solo calando i poker.
FONTE: Il Corriere della Sera











