Il trend negativo riappare, fastidiosissimo a Trigoria, proprio avvicinandosi la sfida del Maradona: la Roma nei big match fa sempre cilecca. Cambiano gli allenatori, non i risultati. I giallorossi, anche quando non lo meritano (e in questa stagione è già successo), si inchinano alle migliori. Gasperini, su cinque tentativi, è ancora a digiuno di successi. Ne ha persi quattro, sempre con un gol di scarto. Tre senza segnare. E tre volte con il punteggio di 1-0, l’unica rete a Torino contro la Juve per il 2-1 finale. Nei cinque scontri diretti, Svilar non ha mai chiuso la gara da imbattuto. I quattro ko nel girone d’andata, nessuna differenza tra casa e fuori: due interni contro l’Inter e il Napoli, due esterni contro il Milan e la Juve.
Gian Piero conta di alzare il rendimento con le grandi nel girone di ritorno. Dalla seconda giornata ha Malen in più. Gasperini ricorda bene come si comportò la Roma il 25 gennaio. Show nel primo tempo con il tridente pesante. Dybala alla destra di Malen e Soulé alla sinistra. Un unicum, fin qui. Paulo ha recuperato. E Soulé, fiaccato dalla pubalgia, è di nuovo a disposizione (come Vaz). La tentazione di riproporre la formula più spregiudicata, quindi, c’è. Giallorossi d’assalto per la vittoria che andrebbe a incidere nella corsa Champions. La scelta dipende dalle condizioni degli argentini. Soprattutto di Soulé, ancora sofferente. Pellegrini è avanti. Perché Hermoso, Koné (quasi pronto), El Shaarawy e Ferguson continuano a lavorare a parte. In difesa, se lo spagnolo resta indisponibile, la conferma di Ghilardi.
FONTE: Il Corriere della Sera











