Un po’ di ansia c’era, è inutile nasconderlo. Perché nelle amichevoli estive la Roma sembrava aver perso ermeticità, ma anche quella solidità che l’aveva contraddistinta quasi sempre nella corsa stagione. Del resto, se si escludono i test giocati in “famiglia” a Trigoria, nelle altre cinque partite pre-campionato la Roma aveva subito ben 13 gol. Ed invece quando si è trattato di fare sul serio la difesa della Roma è tornata forte e affidabile come prima. La Fiorentina lunedì sera non è mai stata davvero pericolosa (…), ma la retroguardia giallorossa è sembrata di nuovo tirata a lucido. Tornando ad essere, appunto, una difesa di ferro.
Gasp però ha fatto di tutto per mantenere questa impalcatura, soprattutto a livello di uomini. Con Hermoso, infatti, è stata esercitata l’opzione di rinnovo unilaterale proprio su indicazione del mister, che lo ha rigenerato dopo la stagione precedente assai balorda (…). Mancini è rimasto in giallorosso e non è andato all’Inter anche per la grande stima di Gasperini, che ci ha parlato tanto nel corso dell’estate e che è stato importante pure per il suo prolungamento del contratto fino al 2029. Ed infine Ndicka era un altro che sembrava destinato ad andare via (…), soprattutto per far quadrare i conti. Ma anche qui Gasp ha chiesto di evitare il sacrificio, per essere sicuro di poter ripartire dalle certezze della scorsa stagione.
Poi, è ovvio, che se la difesa funziona così bene il merito è anche di chi gli giostra davanti. Proprio per lo stile di gioco di Gasperini, infatti, quando i braccetti salgono bisogna essere bravi nella gestione del pallone, per evitare improvvise ripartenze avversarie che potrebbero sfruttare “buchi” improvvisi in cui infilarsi. Ecco perché un giocatore come Cristante è decisivo, perché sa dare equilibrio alla squadra, ma garantire anche le giuste coperture nel caso la Roma si ritrovi scoperta all’improvviso. Non è un caso, del resto, che il capitano giallorosso venga utilizzato a volte anche in difesa, quando necessario, proprio perché ha l’intelligenza e le letture difensive giuste. Al resto poi ci pensa uno come Koné, che davanti alla difesa recupera palloni, ma abbassandosi crea anche la giusta densità nella zona di rischio, quella dove bisogna “proteggere” i difensori. Se la difesa della Roma è di nuovo di ferro il merito è anche loro, della coppia formata da Bryan e Manu..
FONTE: La Gazzetta dello Sport











