La sicurezza di non avere alternative. Gian Piero Gasperini ormai ci ha fatto l’abitudine: da settimane legge e rilegge la lista dei giocatori a disposizione e, quando arriva agli attaccanti, ad avere la meglio è la malinconia. Un pizzico di solitudine, come quella che deve provare Donyell Malen. Arrivato a Trigoria come oggetto misterioso del calcio inglese, riservato all’Aston Villa che ora balbetta con gli ex romanisti Tammy Abraham e Leon Bailey, l’olandese si è preso subito la copertina della Serie A. Salvo riscoprirsi centravanti a tempo pieno. Pienissimo. Dietro c’è il vuoto. E ci sarà anche stasera a Bologna (ore 18.45) nell’andata degli ottavi di Europa League. Derby nostrano, esordio per Malen con la maglia giallorossa in una competizione continentale. Ma dietro c’è il nulla. Perché Evan Ferguson — fresco di post social con la caviglia fasciata — non c’è.
Lo stesso vale per Artem Dovbyk, che ha concluso la stagione da un pezzo. Paulo Dybala, che pure potrebbe agire da falso nove, è a sua volta ai box dopo l’operazione al ginocchio. Fuori pure il connazionale Matias Soulé. Fin qui gli infortunati. Ma pure chi è abile e arruolabile non lascia dormire sonni sereni a Malen e Gasperini. Robinio Vaz viene considerato acerbo. El Shaarawy è appena tornato da un lungo stop. Bryan Zaragoza è ancora in fase di rodaggio. I nuovi devono ancora trovare il ritmo e chi rientra dagli infortuni procede con cautela: «Zaragoza è arrivato da meno di un mese. Spero possa essere protagonista nelle prossime partite. Vaz? Da quando è arrivato ha già fatto parecchie presenze. Poi, se faccio altre scelte, è perché ritengo che, in quel momento, quelle siano le migliori».
FONTE: La Repubblica











