Ogni genere di riflessione sui rapporti tra Gasperini e la proprietà, ma anche sulla gestione della tensione interna e sulla divergenza di vedute che spesso ha animato il dibattito a Trigoria (…) alla fine fa capo a un assunto di partenza: l’orizzonte che il silenzioso Dan Friedkin si è posto non è la qualificazione in Champions, la chimera che la Roma insegue da otto stagioni, ma la vittoria dello scudetto. Mister Toyota nel 2020 non è sbarcato nella Capitale, mettendo sul piatto 1 miliardo in 5 anni, solo per costruire lo stadio o per collezionare qualificazioni ai tornei prestigiosi. (…).
È questo che a giugno ha stregato Gasperini al punto da convincerlo a lasciarsi alle spalle il porto sicuro di Bergamo, con lui non più una realtà di provincia, ma soprattutto a rifiutare la proposta della Juventus. Venerdì sera, dribblando le accuse di Ranieri, Gasp si sarà morso la lingua per evitare di dire che sarà stato pure la quarta scelta dei giallorossi, ma era in assoluto la prima dei bianconeri. E adesso guarda oltre: non sarà lui a chiedere a Ranieri un chiarimento, ma è pronto a riprendere gli allenamenti da oggi concentrandosi esclusivamente sulla lotta per il quarto posto. In ogni caso, il suo telefono resterà sempre acceso qualora i Friedkin volessero contattarlo direttamente per analizzare la situazione.
Il modello Atalanta, quello «non fatto solo da giovani o da plusvalenze» come ha tenuto a precisare il tecnico, può replicarlo a Roma migliorando però due dinamiche: il tanto tempo che i nerazzurri hanno impiegato prima di conquistare un trofeo (…) e l’esigenza di cedere ogni anno due o tre pezzi pregiati. Roma non deve essere per forza di cose un trampolino di lancio; qui si può arrivare per restare, e Gasperini, al netto del fair play finanziario, questo aspetto lo ha ben chiarito con la proprietà al momento della firma. Ha accettato due sessioni di mercato di “lacrime e sangue”, come aveva predetto Ranieri, ma in estate si aspetta il salto di qualità anche sotto quel profilo. Friedkin a giugno tirerà le fila del rapporto che sembra ormai compromesso tra il tecnico e il ds Massara, ma persino dopo il 5-2 di San Siro ha fatto arrivare ai suoi uomini il messaggio che Gasp non verrà messo in discussione. Avrà la forza di mantenere il punto anche dopo lo strappo con Ranieri, l’uomo che la proprietà stima maggiormente? Chissà.
Intanto l’allenatore il mandato per puntellare il futuro lo ha (fino a indicazioni contrarie) e non può che agire. A partire dagli acquisti, almeno due titolari nel reparto offensivo e uno sulla corsia sinistra, passando dall’accettazione di qualche sacrificio per sistemare il bilancio (…), fino alla valorizzazione dei giovani come Ghilardi, Robinio Vaz e Ziolkowski, senza dimenticare di rimettere mano a un vivaio che in estate subirà una rivoluzione sostanziale con il ritorno di Tarantino come nuovo responsabile. Nei discorsi con la proprietà si è parlato anche della creazione della squadra Under 23 in Serie C: se non dovessero maturare le condizioni nella prossima stagione se ne riparlerà per il 2027-28. Andranno inoltre valutati i giovani che torneranno dai prestiti come Mannini e Cherubini, così come quelli da far partire per favorire la loro maturazione (…). Se la Roma è un cantiere aperto, Gasp ne è il capomastro. Sempre che Friedkin non decida di demolire l’ennesimo progetto.
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











