Il bene Olimpico è supremo, anche in trasferta. Da Roma a Napoli, intravedendo la Juve all’orizzonte mentre ci si prepara all’Europa, che da marzo misurerà le ambizioni della squadra su larga scala: mai come in questa fase della stagione, il gioco delle coppie dell’attacco romanista dovrà diventare una staffetta mista con quattro funamboli per due posti, non per forza di cose alternativi l’uno all’altro. Due mancini e due destri: gli argentini Dybala e Soulé da una parte, lo spagnolo Zaragoza con Pellegrini dall’altra. Tutti intercambiabili nelle posizioni alle spalle del centravanti Malen, che avrebbe il suo alter ego nel giovane Robinio Vaz, in attesa dei ritorni di Ferguson e Dovbyk. (…).
Anche Gasperini, (…), è stato costretto ad ammetterlo: «Le cinque sostituzioni non mi piacciono perché hanno trasformato questo sport. Potendo cambiare praticamente metà dei giocatori, le squadre non sono più soggette a cali fisici, che erano il contesto in cui alla fine chi era più bravo e resistente vinceva», il suo pensiero espresso già una volta in conferenza stampa. Insomma, la possibilità di stravolgere le squadre rischia di neutralizzare il lavoro atletico, e non è cosa di poco conto. «Eppure mi sono adattato». In campo ormai si va in sedici e chi ha delle alternative credibili è sempre un passo avanti all’avversario.
I quattro della staffetta romanista formano un mix assortito, al quale potrebbero aggiungersi presto El Shaarawy e Venturino. Dybala è la luce che fin qui ha funzionato solo a intermittenza: quando è in giornata, però, Paulo è in grado di tirar fuori dal cilindro prestazioni come quella di Torino, ricca di spunti e intuizioni. Appena rientrato da una dolorosa infiammazione al ginocchio, non vede l’ora di calcare l’erba dello stadio intitolato a Diego. Soulé, 33 partite su 33, 7 gol e 7 assist in stagione, è stato fin qui il giocatore più utilizzato ed efficace della Roma; da settimane però combatte con una fastidiosa forma di pubalgia, (…).
Pellegrini è l’uomo in più dal punto di vista tattico: con lui in campo, Gasp sa di poter contare su un trequartista che si aggiunge alla fase difensiva. E poi c’è Zaragoza, l’ultimo arrivato, il folletto che si è presentato con dribbling e accelerazioni. «Uno con queste caratteristiche ci mancava», ha ammesso il tecnico. Che a Napoli potrebbe schierare Soulé e Dybala oppure Soulé e Pellegrini, garantendosi in qualsiasi caso l’opzione Zaragoza in corsa, (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











