Nessuno vuole essere Robin, ma anche i vice, a volte, diventano titolari e ci sono momenti della storia in cui gli attori non protagonisti sanno prendersi la scena. È il caso di Gollini, chiamato ad affrontare un’altra settimana nei panni di Svilar. È passato un mese da quando in allenamento il portiere belga si è procurato la frattura al piede destro che,notizia di ieri, lo terrà fuori fino al rientro dalla sosta di novembre. Nessun recupero prematuro. Appuntamento a fine novembre e, nel frattempo, spazio ancora a Gollini, che da vice designato sta per chiudere un ciclo di gare vissute tra i pali della Roma.
Da sosta a sosta, dal Como al Sassuolo, il portiere bolognese arriverà a 9 presenze consecutive, non male per uno che aveva giocato una sola volta nell’anno e mezzo precedente. D’altronde il ruolo del secondo portiere è anche questo, soprattutto se davanti hai uno come Svilar «Come ho detto, ho giocato poco negli ultimi anni, ma io mi vedo in allenamento», ha detto Gollini dopo Roma-Cagliari 4-2, altra partita in cui è riuscito a mettersi in mostra. Contro Real Madrid e Napoli è andata diversamente, ma il bilancio di questo suo periodo rimane più che positivo. Lo ha riconosciuto anche Gasperini: «Forse delle tante assenze di questo periodo, quella che ha pesato meno è stata quella di Svilar, perché Gollini è stato straordinario. Non avrebbe giocato 112 partite con me se non fosse stato un portiere di livello».
Tra il tecnico e il portiere il rapporto non è stato sempre idilliaco, anzi, ma adesso le ruggini del passato sono ormai un vecchio ricordo. Ora a Gollini non resta che completare l’opera, a partire da Udinese-Roma di domani. Poi potrà tornare a tifare per il suo compagno. Forse c’è qualcuno che vuole essere Robin.
FONTE: Il Corriere della Sera











