Mile mi ha detto: “Goditela”. E Gollini lo ha fatto. Senza miracoli, senza una parata da copertina, ma con una calma che per un portiere rimasto quasi due anni fuori dalla Serie A vale forse qualcosa di più. La notizia del mese di stop di Svilar aveva gelato la Roma: il titolare intoccabile che va ko proprio alla vigilia di un ciclo da apnea. A Como, però, la prima risposta del suo vice è arrivata subito.
Gollini non doveva essere Svilar. Doveva evitare che la Roma sentisse troppo la sua assenza. Lo ha fatto soprattutto fuori dai pali. Nelle uscite basse, uno dei marchi di fabbrica proprio di Svilar. Sul primo tentativo di Nico Paz legge bene la profondità e arriva prima, poi resta a metà nella copertura e concede qualche secondo di apprensione. È l’unica piccola crepa. Su Caqueret, lanciato praticamente da solo, l’uscita bassa è invece perfetta. Nella ripresa Nico Paz ci riprova due volte e trova sempre Gollini attento.
Quattro interventi soprattutto di scelta e di tempo. Tutto quello che serviva per attraversare una partita diventata più complicata dopo il rosso a Malen, che salterà il match con il Genoa: «Questa partita l’ho giocata durante tutta la settimana a livello mentale». Perché il problema non era soltanto sostituire un portiere più forte e rodato, ma ricordarsi come si vive una partita vera.
FONTE: La Repubblica











