L’ennesimo ostacolo sulla strada della Roma per la Champions. Lo stop era noto ormai da qualche giorno, ma ieri è arrivata la conferma dagli esami strumentali svolti a Trigoria. Wesley si ferma per un mese: lesione muscolo-tendinea al bicipite femorale della coscia destra. Un’assenza pesantissima quella del laterale brasiliano che oltre a saltare la gara di San Siro contro l’Inter, sarà fuori certamente anche con Pisa e Atalanta, provando a tornare tra le gare contro il Bologna del 25 maggio e quella con la Fiorentina di una settimana più tardi.
L’ultima presenza risale proprio al match contro gli emiliani dello scorso 19 marzo negli ottavi di ritorno di Europa League. Poi l’assenza, per una squalifica ingiusta, nell’ultimo match prima della sosta contro il Lecce dove la Roma ha faticato e non poco. Dai suoi piedi e dalla sua velocità, infatti, passa tanto della pericolosità della squadra di Gasperini, che oltre a Wesley (adattato con successo a sinistra ormai da mesi) non ha esterni in grado di interpretare il calcio del tecnico.
Con Celik ormai titolare fisso a destra, a pochi mesi ormai dalla scadenza del suo contratto, dall’altra parte le carte a disposizione dell’allenatore di Grugliasco non sono molte. Tsimikas sarebbe la soluzione di ruolo, ma il greco non ha mai convinto e in proiezione di un duello impegnativo come quello con Dumfries potrebbe soffrire parecchio. Per questo sembra leggermente avanti Rensch in un primo momento. L’olandese predilige giocare a destra ma già i passato ha occupato l’altra fascia e può dare ai giallorossi corsa e attenzione difensiva.
Poi c’è Angelino. Contro il Lecce ha giocato une ventina di minuti, molto di più rispetto alle fugaci apparizioni europee di Glasgow e Atene, ma la sua condizione fisica non dà ancora certezze. È stata l’assenza più prolungata e, soprattutto, più pesante di una stagione tormentata dagli infortuni per la Roma, ma la certezza di essere una pedina davvero utilizzabile in gare così delicate nella fase finale del campionato. La Roma riparte dal quinto posto in coabitazione con la Juve e dal Como, quarto, che dista tre punti. Ma il viaggio a Milano è un esame difficile per aprire le ultime otto partite della stagione, e affrontarlo senza Wesley crea diversi grattacapi in più a Gasperini.
L’ultimo ad arrendersi sempre, in ogni contesto. Il tecnico piemontese vuole giocarsi un posto nelle prime quattro fino alla fine, tra l’attenzione al campo e la costante pressione esterna sulla pianificazione futura. Il momento non è dei più semplici soprattutto per le assenze ma, come sostiene sempre Gasp, il percorso di questo primo anno non può essere vanificato. Inseguire resta sempre una missione più difficile rispetto a chi scappa, e la speranza ora è di ritrovare una condizione fisica migliore per tutta la squadra come spesso è accaduto per le sue squadre. Il viaggio è ancora lungo per dare sentenze. Aspettando Wesley e tutti gli altri.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











