Dybala, delizia e croce, Joya e dolore. I binomi sono facili, ma nel caso di Paulo, azzeccati. (…) L’ultimo controllo, il responso e adesso mi aspetto anche qualcuno che dirà: vedete che aveva ragione chi voleva venderlo e comunque non rinnovare? E soprattutto i detrattori non vedevano l’attaccamento dei tifosi a lui e la sua integrazione col romanismo: per anni, immagino, si vedranno i bambini giallorossi fare il gesto della maschera. Intanto, va così ed è un’altra tegola sulla testa dell’allenatore e della squadra, di nuovo con l’attacco in riserva. Problemi grossi, in fine stagione con l’attacco leggero e anche Soulé a mezzo servizio, problemi di Gasperini. Tra le tante qualità che l’allenatore ha dimostrato e con le quali ha rapidamente conquistato, ce n’è una in particolare che mi ha colpito: non si lamenta mai, non si ferma neppure troppo sugli episodi di cattiva sorte ma gira immediatamente pagina e va avanti, spesso con un sorriso.
L’assenza di lamentele leva alibi ai giocatori e all’ambiente e fa molto bene ai tifosi che si stanno abituando a guardare agli impegni con fiducia. Oggi pomeriggio siamo già avanti, rispetto allo sciagurato e casuale pareggio con la Juve e andiamo su un terreno difficile, con De Rossi che cura, giustamente, la sua classifica e un Genoa molto quadrato che, anche in passato, ha fatto brutti scherzi. Ma se noi parliamodi un ex, i rossoblu ne incontrano uno anche peggiore, perché Gasperini ha avuto la le sue stagioni forse più sorprendenti, anche più che a Bergamo. Ricordate Milito? Fu una sua invenzione e oggi ritorna con Malen, in cerca di punti preziosi. Mi è piaciuto Gian Piero, che avrà nel gruppo molti giovani, ma è capace di farli rendere al di là delle previsioni. Si può dire che a Marassi comincia la volata finale della Roma di quest’anno, ma iniziamo con ragionevole ottimismo.
FONTE: Il Messaggero – P. Liguori











