C’è un filo dorato che unisce ambizione, risultati e denaro. Questa Europa League è una corsa a tappe dove ogni vittoria pesa come l’oro, ogni pareggio tiene in vita, ogni sconfitta brucia, e il conto finale sorride a chi sa restare in piedi più a lungo. Il Bologna ha fin qui incassato 4,8 milioni di euro tra i risultati nella fase a classifica più i bonus per il piazzamento e quelli relativi al passaggio del turno, la Roma invece ha accumulato un montepremi da 6,9 milioni, di cui 1,7 milioni per l’accesso agli ottavi diretto. E ora viene il bello. Perché sebbene i ricavi non siano da Champions, la competizione si trasforma in una scalata vertiginosa.
I quarti valgono altri 2,5 milioni. Le semifinali portano in dote 4,2 milioni, la finale invece 7. E poi c’è il sogno, quello vero, che si gioca a Istanbul il 20 maggio: vincere il trofeo significa aggiungere altri 6 milioni. Ma a far rumore è anche un altro dato: contando anche le risorse del nuovo pilastro “value”, la miscela esplosiva tra market pool e ranking, l’accesso ai quarti potrebbe spalancare le porte a un tesoretto complessivo da circa 25 milioni. Una cifra che cambia prospettive, programmi, futuro. E allora sì, ogni pallone pesa di più. Ogni contrasto vale doppio. Roma e Bologna non stanno solo giocando per vincere: stanno costruendo un patrimonio, economico e sportivo, che può segnare una stagione. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi / G. Marota











