Maledetti rigori. Un’altra tragedia calcistica. L’Italia fallisce per la terza volta di fila l’appuntamento con il Mondiale. «Una mazzata così è difficile da digerire. I ragazzi hanno sorpreso anche me per il cuore che ci hanno messo. Io personalmente chiedo scusa. Il mio futuro? Adesso non è importante», dice con le lacrime agli occhi Gattuso a fine partita. A Zenica, gli azzurri vengono battuti dalla Bosnia ai rigori 5-2. Al termine di una gara complicata enormemente dall’espulsione di Bastoni al 41′, la Nazionale vede sfumare il sogno della qualificazione alla Coppa del Mondo alla lotteria dei rigori. Gli errori di Esposito (il primo a calciare per la squadra azzurra) e Cristante condannano l’intero Paese alle lacrime. Gattuso conferma gli 11 visti contro l’Irlanda del Nord. Un errore di Vasilj permette a Barella di servire Kean di sbloccare la partita al 15′. La Bosnia non ci sta e continua ad attaccare a testa bassa, mettendo in grande difficoltĂ la retroguardia della squadra di Gattuso. Qualche rischio per gli azzurri che, al 41′ restano in 10: Bastoni stende Memic, rosso inevitabile
Dentro Gatti per Retegui. Ad inizio ripresa, spazio anche per Palestra (per Politano). Assedio dei bosniaci che mettono alle corde la difesa azzurra, in evidente difficoltĂ . L’Italia regge e, con Kean, fallisce il 2-0 che avrebbe potuto chiudere i conti. Purtroppo, il fortino azzurro cade al 79′. Ci pensa Tabakovic a pareggiare i conti dopo un miracolo di Donnarumma. Si va ai supplementari. Occasioni da entrambe le parti ma il punteggio non cambia (occasione anche per Esposito. La qualificazione si gioca ai rigori. I bosniaci sono perfetti dagli 11 metri mentre gli azzurri sbagliano due rigori su tre (a segno solo Tonali). Niente miracoli per Donnarumma che crolla a terra, come il resto dei ragazzi di Gattuso. Una sconfitta che manda nuovamente all’inferno la Nazionale ma, soprattutto, certifica l’ennesimo fallimento di una FIGC sempre piĂą allo sbando. Da oggi inizieranno i processi e, probabilmente, un repulisti per provare a tornare protagonisti al Mondiale del 2030. Tutti liberi a giugno, l’Italia sarĂ ancora semplice spettatrice dell’evento calcistico piĂą prestigioso. Maledetti rigori, purtroppo la dannazione continua.
FONTE: LEGGO – F. PONCIROLI











