La Turchia è nel suo destino. Sono trascorsi 15 anni ma la prima volta non si dimentica mai. Curioso ma vero: il debutto assoluto per Gasperini in Champions avvenne proprio contro una squadra turca, il Trabzonspor. In vista di questa sera, meglio dimenticare il risultato (…) ma basta il ricordo per strappare un sorriso al tecnico. Anche perché tra la Roma che torna nell’Europa che conta dopo 7 anni e il Fenerbahce che si riaffaccia dopo addirittura 18, quello di Istanbul all’occhio più miope potrebbe apparire un po’ come il ballo dei debuttanti. In realtà non è proprio così, pensando alle 34 presenze del tecnico, capace di portare l’Atalanta ad una manciata di minuti dalla semifinale nel 2021, alle 53 di Dybala, le 43 di De Roon, le 37 di Molina e le 35 di Malen. Ma anche dall’altra parte, c’è gente come Kanté che questa coppa l’ha addirittura vinta, Ederson che è sceso in campo per ben 69 volte, l’ex Lukaku 38, Aké 33 e Skriniar 32. E poi c’è lui, il sogno svanito dell’estate, quel Greenwood che, a domanda diretta, il tecnico preferisce non nominare.
La Roma di quest’anno è finalmente a sua immagine e somiglianza. Rispetto alla passata stagione dove faticava a segnare, esaltando la difesa, quella delle prime uscite in campionato è semplicemente travolgente, entusiasmante, inarrestabile. In una parola, gasperiniana: « È vero. Ora facciamo più gol, la qualità generale si è alzata, anche grazie alla connessione tra Dybala e Malen». Già, Paulo. Il bel dubbio della vigilia. Perché anche se si fatica ad immaginare ad una Roma senza la Joya e Gasp non perda occasione per rimarcare la forza dell’argentino, tre partite ravvicinate rischiano di essere troppe: «Questa è la prima settimana che abbiamo tre partite. Di certo dopo la sosta per le nazionali le rotazioni saranno fondamentali. Paulo sta dimostrando di stare bene, l’inizio di quest’anno è migliore rispetto a quello degli anni recenti. Ha continuità in partita e negli allenamenti, con lui in campo siamo sicuramente più forti. E poi abbiamo giocato sabato…». Sembra un’investitura in vista di questa sera rimandando il ballottaggio a Soulé e Mora. Al di là delle scelte, quello che traspare alla vigilia è la tranquillità del gruppo.
FONTE: Il Messaggero











