Quell’8 giugno del 2018 in pochi avrebbero potuto prevederlo, forse nemmeno lui stesso. Ma a circa otto anni di distanza dal suo arrivo, Bryan Cristante rappresenta tanto una certezza consolidata per tutti gli allenatori che si sono avvicendati sulla panchina della Roma, quanto un alfiere del Club. Eppure al suo approdo nella Capitale il centrocampo è composto da campioni affermati come De Rossi e Strootman e acquisti sontuosi (…) come il Flaco Pastore e Nzonzi. E quel ragazzo con l’espressione seria, quasi timida, appena esploso nell’Atalanta di Gasperini dopo le promesse giovanili nel Milan e l’avventura non troppo proficua al Benfica, sembra destinato a tanta gavetta prima di trovare una maglia da titolare. Invece come spesso accade la realtà smentisce le previsioni e Cristante si ritaglia talmente tanto spazio da risultare già alla fine della sua prima stagione in giallorosso il più presente della rosa. Tanto per dare il via al refrain che ne ha accompagnato l’intera carriera: mai o quasi previsto nella formazione base in estate, sempre o quasi pilastro della squadra. Con tutti i tecnici, compresi quelli della Nazionale.
Noncurante delle critiche reiterate (e a volte pretestuose), alla fine, partita dopo partita, stagione dopo stagione, il numero 4 è diventato Capitano della Roma. Non solo per il peso specifico nello spogliatoio o il carattere dimostrato in gara, ma anche perché Gasperini assegna la fascia in base al numero di presenze. E Bryan può vantarne più di chiunque altro in attività: finora ne ha messe in fila ben 356. Un numero che gli ha permesso prima di entrare nel ristretto club (…) di chi ha superato quota 300; e poi di puntare alla top ten di ogni epoca, lasciando indietro anche diversi mostri sacri della storia romanista. Fra i primi dieci della classifica delle bandiere, oltre agli ovvi Totti e De Rossi, ci sono veri e propri miti: Losi, Giannini, Aldair e Conti, fra gli altri. Davanti a sé Cristante ha il leggendario Masetti, a 364. Ovvero a otto gare di distanza. E alla fine di questa stagione, senza l’appendice delle coppe, mancano esattamente otto giornate. (…).
FONTE: Il Romanista – F. Pastore











