Comanda Chivu. Se, un anno fa, la scelta del tecnico rumeno aveva sollevato diversi dubbi, in particolare sulla mancanza di esperienza alla guida di una prima squadra, per di più raccogliendo l’eredità di un gruppo reduce da una grande e pesante delusione, ora non solo quei dubbi sono stati spazzati via, ma l’allenatore nato a Resita dà proprio l’impressione di essere un condottiero alla guida dei suoi fedelissimi.
L’Inter ora è sempre pronta ad ascoltare Chivu, a seguirlo e a dare seguito le sue indicazioni. (…) . Chivu continua ad avere il controllo pressoché totale, ad avere la fiducia e di conseguenza il controllo della squadra. Già, perché ribaltare l’atteggiamento e lo spirito di una squadra come è accaduto nell’intervallo dell’Olimpico non è scontato. Probabilmente sarebbe stato più semplice scatenare una reazione innanzitutto nervosa, quindi potenzialmente confusa e disordinata e non necessariamente efficace. L’Inter, invece, sul campo della Roma e sotto di due gol è rientrata in campo feroce, (…) . Ma anche più ordinata, più attenta, più concentrata, diversamente da come aveva cominciato la partita.
Tutto ciò significa che Chivu nell’intervallo dell’Olimpico, dentro lo spogliatoio, ha saputo ancora una volta “pizzicare” le corde giuste, accendendo l’orgoglio e la voglia di riscatto di Lautaro e compagni. In pubblico ovviamente il tecnico rumeno ha solo parole buone per i suoi uomini, ne loda le qualità, la disponibilità, la personalità. È addirittura infastidito quando la critica mette in discussione qualcuno dei suoi. E infatti risponde difendendo e proteggendo: l’ultimo esempio è stato il portiere spagnolo Martinez. (…) .
Se c’è qualcosa che non va non è certo così tenero, interviene con determinazione e se serve sa alzare la voce. Evidentemente, sempre nel modo giusto, altrimenti non ci sarebbero certe risposte. (…) . Altro esempio, sono i cambi. La scelta delle sostituzioni risulta spesso corretta, nel senso che sono più le volte in cui i nuovi entrati danno qualcosa in più o di diverso. Inoltre, quando le cose vanno male, come sabato nel primo tempo contro la Roma, non c’è mai una bocciatura all’intervallo: Chivu attende sempre qualche minuto della ripresa, poi se non c’è reazione pressoché immediata procede con la sostituzione.
Nel dopo gara contro la Roma il tecnico nerazzurro ha evitato di entrare nel dettaglio, ma si è capito cosa non gli fosse piaciuto, ovvero la fase difensiva, e pure che il pareggio finale non gli aveva fatto passare l’arrabbiatura. E, poiché certe situazioni si erano già viste – perché finire sotto di 2 gol in 4 gare consecutive non è certo una cosa da sottovalutare – si può già dare per scontato che continuerà a martellare fino a che certe sbandate non si ripetano più. Lo farà inizialmente dopo la settimana di vacanza concessa con chi è rimasto a Milano (…), e poi con tutti gli altri, una volta che il gruppo sarà di nuovo al completo.
Giusto un anno fa, quando l’Inter perse in casa della Juventus venendo rimontata negli ultimi minuti, Chivu si infuriò: non riusciva ad accettare la leggerezza dei suoi uomini nel gestire il pallone, perché nel momento in cui sarebbe servita la sciabola in troppi avevano usato il fioretto. Ebbene, dopo quella gara quel tipo di atteggiamento da parte dell’Inter non si vide più. Beh, sarebbe una sorpresa allora ritrovare alla ripresa dopo lo stop per le nazionali un’Inter ancora morbida o passiva a inizio partita, disattenta nella lettura delle situazioni e poco determinata nella fase difensiva. (…) .
FONTE: Il Corriere dello Sport – P. Guadagno











