Al primo calcio d’angolo contro la Roma, lo stadio si unisce in un brusio. La Roma non vinceva da oltre un mese (33 giorni), resta a due punti dalla testa, aspetta lo Slovan, martedì, prima del Napoli (sabato), con l’orgoglio riacceso. E una fiducia necessaria verso i suoi giovani. In gol Castro (22 anni) e Lulli (19), al primo centro in assoluto. Debutta anche Di Nunzio, altro classe 2007. Mai una Roma così giovane (età media 24 anni e 362 giorni) negli ultimi cinque anni e mezzo. Questa è anche la Roma del futuro, o delle future plusvalenze.
La curiosità per testare le capacità di Santiago Castro, alla prima da titolare, la libertà creativa di Rodrigo Mora, o la tenuta mentale di Matias Soulé, responsabilizzato senza i fratelli maggiori al fianco, viene soddisfatta non soltanto riprendendo la marcia piena, come inseguitrice dell’Inter. Quella che può essere anche chiamata Roma 2 cresce e stende il Genoa nella seconda parte: esito corretto, anche se prima ci sono difetti di conoscenza, le connessioni non sono automatiche.
Dopo José Mourinho ci sono altri amici che nuotano negli affetti dell’Olimpico, tra riconoscente nostalgia e scaramanzia atta ad evitare il bis della beffa servita da Mou mercoledì. Daniele De Rossi (boato, cori e standing ovation) e Stephan El Shaarawy (caldi e prolungati applausi) sfilano prima del via sul tappeto giallorosso acclamati come se fossero alla Festa del Cinema. Dopo l’1-0 non c’è reazione: il Genoa dovrebbe uscire più dal guscio e non limitarsi come prima ai lanci per Osmajic o per El Shaarawy, mentre Messias è più difensivo e ha un solo spunto.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











