Dal Teatro degli incubi di Manchester a Mamma Olimpico il passaggio è breve. E salutare. Sì, perché se in Europa la Roma s’illude di poter replicare le magie e le meraviglie che settimanalmente sciorina sui campi della serie A – per poi scontrarsi invece con finali di partita che mettono in luce ingenuità, fatiche, errori individuali e lacune numeriche nella rosa – in campionato è come se tornasse nella sua comfort zone. I numeri sono lì a testimoniarlo: terzo posto e squadra imbattuta in attesa di un weekend calcistico che con Inter-Como e Napoli-Lazio in calendario potrebbe regalare ulteriori sorrisi, miglior attacco del torneo (28 reti), squadra che non perde in casa da quasi un anno (ultimo ko lo scorso 30 novembre, 0-1 con il Napoli) e che non conosce la sconfitta in assoluto dallo scorso 5 aprile, a Milano contro l’Inter.
L’aria di casa, in un Olimpico che non fa più notizia nei suoi molteplici sold-out, si respirerà anche in campo. Perché a far visita alla Roma ci sarà quell’Aqui-lani che per anni è stato uno dei figli prediletti calcistici della tifo-seria. Alberto è di quella nidiata che comprendeva anche De Rossi e che solo gli infortuni e un’offerta irrinunciabile (in quel contesto storico e economico) del Liverpool hanno negato una vita nel club alla Totti o come Daniele. Ma oggi sarà l’occasione anche per salutare il «signor Matic» (cit. Mourinho) che da queste parti è circolato appena un paio di stagioni e ha saputo comunque lasciare il segno, con quella finale di Budapest e l’incoraggiamento a fine partita ad un Dybala piangente («That’s football») che ancora è negli occhi di ogni tifoso romanista. Una serata particolare che però non deve distogliere dall’obiettivo più importante: la vittoria: Il Sassuolo è in caduta libera, ha perso cinque delle ultime sei partite, subendo sei gol dalla Lazio. (che nell’occasione ha sbagliato anche due rigori), quattro dal Frosinone e dalla Fiorentina, palesando delle difficoltà che l’hanno trasformato nella peggior difesa del torneo (26 reti al passivo).
La sosta è lì ad un passo e viene vista dal tecnico come una sorta di oasi del deserto visto che poi alla ripresa avrà nuovamente disposizione sia Dybala che Svilar (con Koné che si riaffaccerà già stasera in panchina) oltre a Rensch. Assenze che la qualità del gioco profusa e la capacità del tecnico di allungare la rosa con il lavoro sul campo, spesso sono state date quasi per scontate nell’analisi di questi alti e bassi registrati nell’ultimo periodo tra campionato e Champions. C’è poco invece da girarci intorno: la Roma deve vincere e dare seguito all’ottimo campionato sinora disputato.
FONTE: Il Messaggero











