Proviamo a cavarcela con una battuta, che poi tanto battuta non è: l’unica nota positiva dell’1-4 di ieri, è che mancano ancora tre settimane all’inizio del campionato. Perché la Roma vista a Cardiff, che fa seguito a quella di Cannes, è indietro su tutto. Non solo in campo, dove automatismi e gambe non girano inevitabilmente come dovrebbero con i carichi di lavoro che si fanno sentire. Ma anche sul mercato: le parole di Gasperini a fine partita sono eloquenti. Ok, si potrà obiettare che si tratta di calcio d’agosto e le brutte figure è meglio farle ora che dopo.
Anche in questo caso si potrebbe obiettare che avere in mediana Koné o non averlo fa tutta la differenza del mondo e che piazzare lo sfortunato Bah (brutta distorsione al ginocchio destro, si teme l’interessamento dei legamenti) o Mannini vicino a Cristante non è la stessa cosa che far ruotare El Aynaoui e Pisilli, rimasti precauzionalmente a riposo. Ieri però anche il più ottimista dei tifosi, ha storto un po’ il naso.
Oltre al reparto arretrato, a dir poco approssimativo (Svilar compreso) e agli errori individuali, segnali come il nervosismo andato in scena tra Cristante e Soulé, nel quale poi è intervenuto Dybala che ha addirittura spintonato l’azzurro, saranno anche “classiche cose da campo”- ma che da tempo non si vedevano. E col Cardiff era una semplice amichevole. Probabilmente più per la Roma che per i gallesi che avanti nella preparazione (la prossima settimana faranno il loro debutto in coppa di Lega contro lo Swin-don) hanno azzerato il gap tecnico con la corsa.
FONTE: Il Messaggero











