Cambiano gli uomini in panchina, si alternano idee, filosofie e promesse. Ma la sostanza resta immobile, quasi cristallizzata nel tempo. La Roma, arrivata alla trentunesima giornata, è ancora lì: stessi punti, stessa posizione, stessi interrogativi. Un déjà-vu che sa di occasione mancata, di ciclo mai davvero aperto. Negli ultimi anni si sono avvicendati tecnici diversi per storia, carattere e visione, ma il risultato non è mai cambiato davvero. (…).
Una squadra che continua a galleggiare, incapace di fare quel salto definitivo verso l’élite. E così, stagione dopo stagione, il copione si ripete. Alla trentunesima giornata la Roma si ritrova sempre nella stessa terra di mezzo: non abbastanza forte per competere stabilmente per la Champions, troppo attrezzata per uscire dalla zona europea.
Da Di Francesco a Gasperini, passando per Mourinho, De Rossi, Ranieri: un limbo che ha il volto del quinto o sesto posto, diventato ormai una sorta di marchio di fabbrica. I numeri raccontano meglio di qualsiasi analisi. Quest’anno, con Gasperini in panchina, i giallorossi hanno raccolto 54 punti fino alla trentunesima giornata. Praticamente lo stesso bottino della scorsa stagione, chiusa a quota 53 dopo il valzer tra De Rossi, Juric e Ranieri. Un anno prima erano stati 55, divisi tra Mourinho e lo stesso De Rossi.
E ancora: 56 nel 2022/23, 54 nel 2021/22, entrambi sotto la gestione Mourinho. Poi si scende leggermente, ma senza scossoni: 54 punti con Fonseca nel 2020/21, 51 nel 2019/20 sempre con il tecnico portoghese, e 51 anche nel 2018/19 tra Di Francesco e Ranieri. Una linea piatta, senza picchi né crolli. Una continuità che, anziché rassicurare, preoccupa. Il sesto posto non può più essere una comfort zone. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











