Gli eroi son tutti giovani e belli. La Roma vince grazie al suo vivaio — prima Emanuele Lulli, poi Niccolò Pisilli —e a Rodrigo Mora, 19 anni e uomo copertina di una gara pazza, sigillata sul finale dal solito Donyell Malen. E pazzo è anche questo campionato che in una sola serata regala 18 gol in 3 partite. All’Olimpico bastano i ragazzi di Trigoria — qualche anno fa il tecnico Mourinho li chiamava «bambini» — per frenare l’insubordinazione del Cagliari, battuto in rimonta 4-2. I colpi dei baby per tenere il passo delle grandi del campionato: la squadra di Gasperini risponde alla Lazio, capolista con quattro punti di vantaggio, e manda un segnale all’Inter, ora più vicina.
Col gioco ostruito per le vie centrali, Molina e Lulli banchettano sulle fasce scoperte: così l’argentino inventa per il diciannovenne cresciuto a Palestrina, alle porte di Roma. Un’altra festa spontanea, come quelle dei bambini, come dopo il primo gol tra i grandi trovato contro il Genoa qualche giorno fa. Stavolta, nei suoi occhi, c’è la consapevolezza dei grandi: Lulli si è da poco legato a Trigoria fino al 2031. Quando gli subentra Rensch, la Roma sbanda e spalanca di nuovo la sua porta al Cagliari, tornato alla carica con Daniel Maldini, sfuggito a Mancini, che punisce Gol-ini. Ma il sogno della squadra di Pisacane — che nel finale manda in campo anche Trepy, al rientro dopo l’in-cidente in piscina in estate — svanisce ancora in un lampo. Quello di Mora, ispirato da Ghilardi: il portoghese, alto 168 cm, risolleva la Roma con la testa. Come contro il Napoli, Gasperini pesca le carte giuste dalla panchina. Malen, subentrato a Castro, conferma il trend.
FONTE: La Repubblica











