La Roma è viva. L’aggancio alla Juve lo serve Robinio Vaz, 19 anni compiuti un mese fa. Un ragazzino. Anzi, il ragazzino, il giocatore della discordia: per la società un investimento doveroso oltre che oneroso, da 25 milioni di euro, per i contestatori (e forse pure per Gasperini) un lusso e non una necessità. Strana la vita: è proprio grazie al francesino che la Roma si tiene all’inseguimento del Como nella corsa Champions, alla pari di Spalletti. Dopo un primo tempo senza ritmo, nei secondi 45′ Gasp ha inserito Vaz regalando finalmente una spalla a Malen. Neppure 6′ dopo il colpo di testa vincente dell’ex Marsiglia, dopo un’azione ben costruita da Malen ed Hermoso, complice pure un Falcone non proprio impeccabile. Non che avesse molta benzina nelle gambe, la Roma.
Il Lecce però non ne ha saputo approfittare. Di Francesco ha costruito un 4-2-3-1 che diventava linea a cinque grazie a Pierotti, di là la Roma a tratti si difendeva con un 4-4-2. Proprio Pierotti — 27′ della ripresa — ha avuto la chance per l’1-1, salvata da Hermoso. Gasp, che aveva dovuto rinunciare a Mancini (solo affaticamento, andrà in Nazionale), ha chiuso con un tridente giovanissimo (Vaz 2007, Arena 2009, Venturino 2006). E alla fine ha evitato le domande: ufficialmente per indisposizione, ma è un silenzio che fa rumore, visti i rapporti interni complicati di casa Roma.
FONTE: Il Corriere della Sera – D. Stoppini











