Quei debutti che superano di gran lunga le aspettative più ottimistiche, possono diventare con facilità armi a doppio taglio. Perché poi necessariamente le aspettative crescono. E anche quando nelle occasioni successive la media accettabile viene raggiunta, tende a deludere rispetto alla straordinarietà già messa in scena. Così è per França Wesley, che nella stagione d’esordio è risultato per continuità di rendimento il miglior giocatore della rosa romanista (…). E che oggi, a distanza di un anno, sembra fornire prestazioni non certo negative, ma leggermente più opache rispetto alle abitudini consolidate. Eppure la sua media voto parla chiaro: 6,5 tondo, secondo le pagelle de Il Romanista.
Ma se all’inizio della prima annata sotto la guida di Gasperini, il brasiliano rappresentava la sorpresa più gradita in una squadra che doveva ancora assimilare completamente i meccanismi richiesti dal proprio tecnico, attualmente il gruppo giallorosso appare una macchina perfettamente oliata, col motore già al massimo dei giri e poche, quasi impercettibili, pecche. A inizio 2025-26 l’ex Flamengo era l’unico – o comunque fra i pochi – in grado di cambiare marcia e di non subire lo sforzo cui veniva sottoposto dal continuo andirivieni sulla fascia di competenza (…) e assist.
Oggi la casella dei passaggi vincenti forniti recita “uno” – per il momentaneo 2-0 a Lecce firmato Malen – mentre quella dei centri personali deve ancora sbloccarsi. Poco male, in un gruppo che si sta dimostrando una macchina da gol (…). Ma intanto gli alti e bassi di qualche settimana fa sembrano alle spalle. Gasp ha riportato Wesley sulla fascia destra nell’ultima contro l’Inter, ovvero proprio l’avversaria che lo indusse un anno fa circa a dirottarlo dalla parte opposta. Poi a stabilizzarlo sul versante mancino grazie a risultati strabilianti, soprattutto considerato che si trattava di un inedito per il ventitreenne.
Il resto è storia recente: la rinuncia last minute al Mondiale per infortunio; i primi turni di campionato vissuti sull’inerzia collettiva e quindi più che positivi; la piccola (…) flessione; il turno di stop forzato con il Torino; il ritorno sulla corsia destra. Con un altro passetto verso i livelli abituali e tanto di convocazione nella Seleçao, cui ha dovuto rinunciare per un piccolo fastidio. Manca ancora qualcosa, in particolare nelle scelte finali delle azioni offensive, ma il brasiliano può essere di nuovo considerato una risorsa per entrambe le fasce. Nell’attuale rosa d’altra parte lo sono tutti: da Molina a Rensch a Lulli. (…).
FONTE: Il Romanista – F. Pastore











