E allora sì, ci sarà da lottare. Soprattutto lì, in mezzo al campo, dove serviranno idee, corsa e muscoli da vendere. Domani la Roma può mettere un’ipoteca sul passaggio del turno proprio così, gestendo alla perfezione un centrocampo che dovrà dare assistenza a una difesa negli ultimi tempi un po’ troppo in difficoltà, ma anche aiutare nella fase di costruzione, per far sì che Malen si senta meno solo di quanto si è invece sentito nelle ultime partite. E allora molto del destino della Roma passa ancora dai piedi di loro due, Bryan Cristante e Manu Koné. L’azzurro contro la Juventus non è stato perfetto e anche quando è entrato a Genova non ha rubato l’occhio. Insomma, un po’ di appannamento c’è e se n’è reso conto anche Gasp sebbene faccia fatica a rinunciare a lui. Esattamente come tutti quelli che l’hanno preceduto sulla panchina giallorossa: Di Francesco, Ranieri, Fonseca, Mourinho, De Rossi e Juric. A Bologna Cristante potrebbe anche giocare alto, esattamente come ha fatto contro Juventus e Genoa, anche per andare a sfruttare la sua abilità sui palloni alti.
Di certo non sarà una partita come le altre, visto e considerato che sarà la sua gara numero 69 nell’Europa League. Nessuno in giallorosso ha giocato così tanto in questo torneo, e domani Bryan aggancerà Rui Patricio al secondo posto assoluto della fase finale. E poi c’è Manu Koné, che anche a Genova ha dimostrato di non attraversare il suo momento di forma migliore. Ma a Bologna sarà fondamentale che ritrovi ritmo ed energie giuste, perché toccherà a lui fare la fase di transizione e provare a portare la palla il più possibile dall’altra parte. È chiaro che con Cristante basso il francese dovrà fare un certo tipo di lavoro, aiutando molto negli affondi offensivi. Se invece Cristante dovesse giocare alto, con l’inserimento di Pisilli quel lavoro toccherebbe all’azzurrino, con il francese a fare il regista. Come, del resto, ha già fatto anche in nazionale. Con ottimi risultati.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











