Non è mai stato amore, sembrava un’infatuazione, invece era un abbaglio.[…] Ranieri si è pentito. La scelta di lasciare il suo posto in panchina a Gasp, che fosse davvero la prima scelta come disse quest’estate, o la sesta, come ha rivendicato lavando i panni sporchi in diretta tv prima della partita col Pisa, è stata un errore. Lo pensa. Lo dice. Per un allenatore incline alla diplomazia che cura sostanza ma anche forma, è stato inusuale, sbalorditivo, ma altamente simbolico. Ranieri è stanco. Delle critiche continue che l’allenatore fa al ds Massara, all’ambiente, ai medici, ai fisioterapisti, ai giocatori. Conosceva il carattere spigoloso del tecnico, lo conosceva come esigente, a volte scontroso, non immaginava che fosse a volte anche irascibile, lamentoso, incontentabile. Pensava che fosse però gestibile. Non sono pochi dentro il centro sportivo di Trigoria a essere diventati insofferenti alle reazioni e ai modi del tecnico.
Che ha discusso animatamente con il direttore sportivo più volte: è anche capitato che Massara tornasse da solo da una trasferta, non con il pullman della squadra. Perché anche Gasperini si sente solo, poco supportato, è irrequieto, non si sente accontentato, il mercato lo ha deluso. Sa che all’interno del club anche chi lo sosteneva è al limite: sa di essere troppo spesso impaziente e smanioso. E Ranieri generalmente paziente e accomodante non ce la fa più. Ha già fatto capire che è pronto a farsi da parte. La famiglia Friedkin lo vuole più operativo e vicino al club ed è disposta a riparlare anche del contratto. Ma Ranieri, che un anno fa disse no alla Nazionale, ha tanti cattivi pensieri. E si trova davanti a un bivio: o dà tutto e raddoppia, o cede alla stanchezza e rinuncia.
FONTE: La Repubblica











