Mai così pochi gol alla diciottesima di campionato nell’era dei tre punti: la sconfitta di Bergamo, la sesta per 1-0, coincide con la sesta partita senza segnare neppure una rete in campionato. Insomma, in un terzo delle gare disputate finora nel torneo domestico, la Roma di Gasperini è rimasta a secco. Un dato che evidenzia le difficoltà del reparto offensivo, fermo a 20 reti in 18 partite, e non a caso al centro dei discorsi relativi al mercato di gennaio.
Il dato è reso ancor più clamoroso dal fatto che i giallorossi non avevano mai segnato così poco nell’era dei 3 punti a vittoria (vale a dire dal 1994-95): nella passata stagione, quando la squadra di questi tempi ancora lambiva nella zona bassa della classifica, le reti fatte erano state 24 (a fronte però delle 24 incassate, 12 in più rispetto alla Roma attuale); fece leggermente peggio la Roma di Mazzone (…).
Ed è proprio con Mazzone che i giallorossi segnarono ancor meno rispetto alla squadra attuale: nel 1993-94, stagione nella quale ci fu una striscia di quattordici partite consecutive senza vittorie, Balbo e compagni erano fermi a 17 reti all’attivo dopo 18 turni di campionato. In quella Roma, oltre all’argentino, in attacco c’erano Caniggia, Rizzitelli e un giovanissimo Francesco Totti, (…).
Dando uno sguardo ai numeri offensivi delle squadre che attualmente occupano le prime dieci posizioni della classifica, emerge come soltanto la Lazio abbia segnato meno della Roma (18 reti); tutte le altre sono riuscite a fare meglio. L’Atalanta, che fino a due giorni fa era appaiata ai giallorossi a quota 20 gol, li ha sorpassati proprio grazie al discusso centro di Scalvini, che ha deciso l’incontro di sabato al Gewiss Stadium. Persino il Sassuolo ci precede, con 23 reti all’attivo.
Urge un cambio di passo in vista della seconda parte della stagione: un cambio di passo che, però, non può essere rappresentato solo ed esclusivamente dal mercato. Anche i vari Ferguson, Dovbyk, Dybala e chiunque rimarrà a Roma dovranno far sì che le cose cambino. Altrimenti un posto in Champions per la prossima stagione diventerà un miraggio.
FONTE: Il Romanista – L. Latini











