Al primo errore in fraseggio il Napoli viene punito: ripartenza velocissima che inizia da Ndicka, passa per Mancini, bravo a trovare il corridoio per Zaragoza. Il mismatch nello stretto con Buongiorno è impietoso, cross in mezzo e Malen anticipa Rrahmani superando Milinkovic. Ha ragione Gasp: l’attaccante orange segnerà tanti gol con la Roma. Per ora è già a quota 5 in altrettante partite (compreso il rigore della ripresa), niente male come biglietto da visita.
Spinazzola trova il pari a cinque minuti dall’intervallo con un tiro da fuori area deviato dal polpaccio di Pisilli, il senso di frustrazione – vista dalla parte giallorossa – è forte. Quaranta minuti di dominio assoluto, un po’ come accaduto anche con il Milan a San Siro, e poi alla prima occasione, anche con un pizzico di sfortuna, si viene puniti.
La partita è però cambiata e Svilar è addirittura chiamato ad evitare il raddoppio in avvio, sempre sul laterale azzurro, che sfrutta lo spazio che gli concede Vergara allargandosi e portandosi via Mancini. Malen, abbassandosi, è bravo a innescare Wesley. Il brasiliano s’invola verso l’area del Napoli e viene atterrato da Rrahmani: rigore. Dal dischetto l’olandese non sbaglia. E a questo punto Gasp sorprende ancora: fuori proprio Malen e Wesley, dentro Vaz e Tsimikas.
La mossa stavolta lascia un po’ perplessi, perché l’uscita dal campo del centravanti – spauracchio per la difesa napoletana – regala inevitabilmente campo al Napoli, che nel frattempo ha inserito Alisson Santos, Olivera e Giovane. E proprio sull’asse del due brasiliani acquistati a gennaio Conte trova il pari a 7 minuti dalla fine. Finisce così in parità. La Roma guadagna un punto sulla Juve in ottica Champions, non fa scappare il Napoli ma la delusione, per quello visto in campo, è forte.
FONTE: Il Messaggero











