Come farsi del male da soli, un esercizio di masochismo che nella Roma purtroppo ha parecchi precedenti. Perché stavolta non è colpa dei giornalisti brutti e cattivi che, nei mesi passati, avevano denunciato come all’interno della Roma ci fosse uno stato delle cose non proprio idilliaco. Non solo tra Gasperini e il ds Massara, ma anche se non soprattutto con Claudio Ranieri che, pure, lo aveva voluto come suo erede sulla panchina romanista.
Confermando che tra lui e Gasperini i rapporti sono ai minimi termini, certificando una frattura che se le parole hanno un peso non si vede come possa essere risanata. Le parole che il senior advisor della famiglia Friedkin ha detto sono senza ritorno. Insomma, il Gasp sarebbe stata una quarta scelta, almeno noi così l’abbiamo capita, se qualcuno l’ha interpreta in maniera diversa siamo qui pronti a un confronto civile. Definirla una frase non carina nei confronti del tecnico, non ci pare un esercizio di cattiveria per il semplice gusto di alimentare la polemica.
Sono parole, insieme alle altre a cominciare da quelle sugli acquisti, che costituiscono la firma su una spaccatura profonda tra le parti. Al punto da poter pensare che Ranieri con le sue parole abbia voluto mandare un messaggio alla proprietà (sempre più assente) del tipo: o io o lui (visto che Ranieri ha parlato anche della possibilità di farsi da parte).
Per questo, ora, c’è bisogno che la proprietà si presenti a Trigoria, convochi le parti (compreso Massara) intorno a un tavolo cercando di trovare una sintesi avendo come obiettivo il bene primario, cioè la Roma. Se la sintesi non dovesse esserci, allora bisognerà fare delle scelte. O io o lui. Tocca a mister Dan. Faccia il proprietario, meglio ancora il presidente, ruolo che sembra essersi dimenticato di avere.
FONTE: La Repubblica – P. Torri











