L’invito è di quelli che non si possono rifiutare. Immaginate la scena. Vibra il telefonino di Dybala, il mancino più educato della Serie A. Sullo schermo appare un nome. E quello di Lionel Messi. Sì, proprio Leo. Uno che sempre grazie al sinistro, il piede dei talentuosi, ha alzato 35 trofei. Il messaggio suona più o meno così: «Paulo, mi ritiro dalla nazionale. Ti ricordi il Mondiale vinto insieme? Organizzo una partita di addio all’albiceleste. Ci sarai?».
La risposta del numero 21 giallorosso per ora è incredibilmente congelata. Lui, Dybala, vorrebbe esserci. In estate è stato dato più volte vicino al Boca Juniors, al ritorno in Argentina accanto all’amico ed ex compagno Leandro Paredes. Figurarsi se Paulo vuole perdersi l’appuntamento con Messi. Ma prima va convinto Gasp. L’allenatore ha dato quattro giorni di vacanza al gruppo a partire da domani. Il rompete le righe c’è, il permesso a salire su un aereo e a raggiungere Lionel ancora no. Lo stesso vale per Molina. Ma è chiaro che per Dybala, rimasto fuori dalle ultime convocazioni della nazionale, la faccenda ha tutto un altro peso. E la questione non potrà lasciare indifferente il tecnico.
E la questione non potrà lasciare indifferente il tecnico. Fin qui l’argentino ha dato tutto. Quest’anno pare aver messo da parte pure quelle brutte sensazioni che lo hanno accompagnato per tutta la carriera. A Trigoria non si sente più il ritornello su Paulo: «Se sente anche il minimo dolore, non gioca». Merito di una preparazione impeccabile. Di un’estate di lavoro, corsa e totale dedizione alla causa giallorossa nonostante il taglio dell’ingaggio. Allora come dire «no» all’amichevole organizzata da Messi? La sensazione è che alla fine Gasp cederà. E che Dybala sarà lasciato libero di partire. Ma con una raccomandazione: nessuna forzatura.
FONTE: La Repubblica











