È l’altra “partita” della Roma. E bisogna giocarla in fretta e vincerla. Perché l’operazione bilancio è una di quelle sfide che non aspetta nessuno: o si rientra nei paletti imposti dal Fair Play Finanziario Uefa con plusvalenze entro il 30 giugno per 60 milioni di euro o si incorre in sanzioni. Con uno scenario davanti a sé che prevede quindi la conferma fino all’ultimo dei big Ndicka e Koné – e pure di Svilar e Pisilli (un’idea del Como) – e il sacrificio invece di Soulé, al momento l’uomo chiave per far quadrare i conti. Matias ha un valore a bilancio di 18 milioni e un’operazione attorno ai 40 genererebbe un surplus di circa 18, considerando pure il 10% della cessione di cui ha diritto la Juve (calcolato sul prezzo di rivendita). Sul giocatore è in pressing il Borussia Dortmund. E anche l’Atletico Madrid e alcuni club inglesi monitorano la situazione da giorni.
Ai circa 18 milioni di Soulé la Roma potrebbe aggiungere così i circa 15 di plusvalenza che la società spera di ottenere dalla cessione di Ziolkowski, iscritto a bilancio a 5,3: un prezzo attorno ai 20 milioni che per il difensore non rappresentano una cifra esagerata. Oltre ai 3 milioni ricavati da Baldanzi riscattato dal Genoa e ai 5,8 ottenuti già da Sangarè (3,1) e Saud (2), il club spera inoltre di ricavare 8 milioni da Salah-Eddine dal Psv Eindhoven e circa 5 da Cherubini (che piace a Parma e Frosinone). Non solo. La Roma punta anche a incassare 6 milioni dal contenzioso col Basilea per la vendita nel 2022 di Calafiori. Con 60 milioni di plus nel bilancio, la “partita” del Fair Play potrebbe a quel punto chiudersi: con il sorriso e tutti i big salvi.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











