L’orgoglio era comunque tanto e la delusione non lo ha sovrastato. Eppure Gasperini ha provato a nascondere la soddisfazione che in cuor suo provava già martedì notte dietro la maschera dell’esigenza. I calciatori lo sanno: le aspettative del tecnico restano sempre piuttosto alte, (…) . È un gioco psicologico abbastanza comune nello sport che conta: nelle quattro mura di uno spogliatoio si può, anzi si deve, motivare un gruppo oltre i propri limiti. Parlare di scudetto, o magari di promettersi di battere colossi come lo United e il Madrid, non è proibito quando non sfocia in proclami pubblici controproducenti. Ecco perché ieri, al rientro a Roma dopo una notte di tormenti a Manchester, Gasp ha ricordato ai suoi uomini che la rabbia che provano deve diventare una molla per ripartire di slancio. Non li ha ringraziati per la prestazione del primo tempo, stavolta ha preferito condannare l’atteggiamento sbagliato del secondo. (…).
In ogni caso, su due aspetti Gasperini dovrà lavorare: la tenuta fisica della squadra nell’arco dei novanta minuti – (…) – e l’approccio spesso deficitario alle seconde frazioni. Quello che è accaduto al Teatro dei Sogni – (…) – non è più ormai un caso isolato. La Roma aveva zoppicato anche all’alba delle riprese con Lecce e Torino, due partite comunque stravinte, contro l’Atalanta il 5 settembre ha incassato la rete di Ederson (…) e rimontato fino al 2-1 nel recupero grazie a Soulé (assist e gol), poi a Istanbul contro il Fenerbahçe ha incassato a freddo l’1-1 che ha compromesso la possibilità di vincere al debutto in Champions (…). Da quel momento in poi è suonato l’allarme, le cose però sono addirittura peggiorate. La Roma è infatti passata sopra l’Inter con la forza di un caterpillar in un primo tempo stellare, per poi farsi sbranare dai campioni d’Italia nel secondo tempo: 2-0 all’intervallo, 2-2 il finale, con la rete a un minuto dal rientro dagli spogliatoi di Lautaro che ha svoltato l’inerzia del match. Anche a Como i giallorossi erano partiti a fionda: gran primo tempo, poi luce spenta a inizio ripresa e rosso di Malen al 53’. Le tre reti in 7 minuti prese dal Real dominato per i primi 75’, il pari del Cagliari accecato poi dal lampo di Mora, i due centri dell’Udinese dopo un 4-0 al riposo e la rimonta dello United di Carrick hanno ulteriormente confermato la tendenza di una squadra che parte forte e poi implode sulla distanza. «Dobbiamo imparare che le partite durano 90 minuti», il rimprovero di Gasp da Old Trafford.
Diversi dati confermano la differenza di rendimento tra un tempo e l’altro. Nei primi tempi la Roma ha infatti tirato 130 volte contro le 110 conclusioni dei secondi, ma passa pure da un xG (…) di 16,73 a uno di 12,41, perde insomma di efficacia; la squadra poi recupera in genere meno palloni (…) ed entra molto di meno nell’area avversaria (…). Il modo in cui subisce la difesa, infine, è a dir poco emblematico: tra campionato e Champions sono stati 18 le reti subite, tre entro il 45’ e addirittura quindici dal 46’ in avanti. Di questi 15, 6 sono arrivati nel primo quarto d’ora, 9 nell’ultimo e 0 nella fascia centrale. Insomma, qualcosa dopo il the caldo e poco prima del fischio finale si sta inceppando. Ma questo, alla luce dei risultati e della qualità del gioco espresso, lascia pure indendere che esiste un margine di miglioramento in questa squadra. (…) .
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











