Il gol arriva quando meno te lo aspetti. Se poi sono due, la vittoria sembra subito più tonda. Niccolò Pisilli segna dopo un anno dall’ultima rete, decide Roma-Stoccarda con una doppietta e spinge i giallorossi al turno successivo di Europa League. Per la certezza degli ottavi, decisiva la sfida di giovedì contro il Panathinaikos. Ma la notte dell’Olimpico racconta molto più di un risultato: è il giorno dei capitani, di quelli che lo sono stati, di chi lo è tornato a essere e di chi forse lo diventerà. Sugli spalti, c’è infatti Francesco Totti, tornato all’Olimpico due anni e mezzo dopo l’ultima volta. Una presenza che basta a riaprire un filo emotivo che a Roma non si è mai davvero spezzato. Il capitano osserva il progetto targato Gasp. In campo, invece, la fascia torna al braccio di Lorenzo Pellegrini. Una novità dopo che il tecnico aveva ridistribuito le gerarchie affidando la leadership a chi aveva più presenze. Una scelta forte, arrivata nell’anno in cui il numero 7 ha il contratto in scadenza. E il futuro non sembra più così certo. Di rinnovo non si è ancora parlato. E poi c’è Pisilli. Ventuno anni, cresciuto a Trigoria. Uno dei bambini di Mourinho, diventato grande con De Rossi. Quattro mesi di apprendistato. Poi cinque partite da titolare nell’ultimo mese e mezzo. Ieri sera la prima doppietta giallorossa. Una crescita arrivata con le lezioni di Gasp. I gol allo Stoccarda sono la sintesi: inserimento e tempi giusti. Quelli che servono per diventare forte. Davanti a Totti, accanto a Pellegrini.
FONTE: La Repubblica











