Dal Real Madrid allo Slovan Bratislava passando per il Genoa: con molte idee, qualche rimpianto, troppe defezioni ma, pure, molta volontà per tenere botta nonostante le assenze e un calendario che non lascia fiato. È la Champions, ragazzi.
Chi la desiderava perché è la competizione più importante, chi perché attraverso questa coppa aumentano in modo esponenziale gli introiti – (…) – e nessuno, voglio augurarmi, per assistere alla sfilata dei campioni avversari sul prato dell’Olimpico: nessuno, almeno, tra i Romanisti perché l’interesse della partita, quella di oggi così come sempre, non è nel blasone, o meno, dell’avversario, ma nella ROMA stessa. Nessuna retorica, è la verità: quelli sono sportivi, noi siamo tifosi.
E sappiamo fare i conti con la realtà di una squadra che ci mette sempre tutto ma che ha dei limiti numerici in alcuni reparti – (…) – che, inevitabilmente, ai primi problemi fisici escono fuori e, in un attimo, la panchina si popola di giovani della Primavera. Lo ha detto Gasperini: sempre in undici andremo in campo, il senso. Ma il livello, è chiaro, lo mantieni alto solamente potendoti permettere cambi all’altezza durante il corso delle partite che, ormai, si giocano in sedici per cento minuti.
Sono sincero: tutto questo, anziché farmi barcollare, non fa che innescare, ancora di più, la voglia di sostenere la ROMA e questa squadra che, glielo riconosciamo, non si è mai risparmiata. E mi viene in mente, allora, lo striscione apparso in Curva Sud, inizio anni novanta, durante una partita contro il Milan degli invincibili: «In curva l’amore, in campo il cuore: questo è il nostro tricolore». (…)
C’è tutto.
Ma non per Gasperini che, grazie al cielo, non si accontenta e di tricolore vuole anche quel pezzo di stoffa triangolare che si cuce sulla maglia: per farlo chiede la massima abnegazione ai suoi ragazzi, auspica il sostegno senza tregua dei Romanisti e, chissà se già da gennaio, la volontà da parte della società di completare la rosa.
Ognuno faccia la sua parte.
FONTE: Il Romanista – Danilo per la Roma











