Domani, contro il Milan allo stadio Olimpico, la Roma di Gian Piero Gasperini cercherà di battere una big del campionato. Anzi, di non perdere contro una delle grandi della Serie A, cosa che è accaduta puntualmente nei quattro scontri diretti fin qui disputati contro Inter, Napoli, Juventus e proprio Milan nella partita di andata. Sarà, domani, l’occasione buona per invertire la tendenza? Proviamo a razionalizzare. E via libera ai ricordi, partendo dalla gara di Milano contro il Milan. In quella circostanza la sconfitta è stata, per certi versi, casuale dato che Dybala ha fallito un calcio di rigore che avrebbe regalato alla Roma almeno un punto e il suo primo pareggio stagionale.
Esattamente quanto era accaduto all’Olimpico contro l’Inter, con una Roma arrembante nella seconda parte di gara ma con le polveri bagnate. Stessa storia contro il Napoli, ancora alle pendici di Monte Mario, in un confronto giocato meglio dalla squadra di Antonio Conte. A Torino due gol sul groppone, rete della speranza di Baldanzi ma al fischio finale ancora una sconfitta. E, da mesi, ci si interroga: come mai la Roma soffre così tanto le big? Una risposta certa, assoluta non si è mai trovata perché le cause di questo suo limite, di questo suo difetto sono parecchie.
La Roma che domani affronterà il gruppo di Max Allegri è diversa, più completa, probabilmente migliore rispetto a quella scesa in campo a San Siro lo scorso 2 novembre. La presenza di Donny Malen al centro dell’attacco di Gasp è un fattore che non può e non deve essere trascurato; sarebbe riduttivo, però, tirare in ballo soltanto la presenza dell’olandese per spiegare la nuova Roma. La squadra nelle ultime quattro gare, Europa League compresa, ha vinto sempre con due gol di scarto e senza subire reti.
Questo vuol dire che il processo di crescita sta andando avanti bene e che la Roma di novembre non può essere (non lo è, infatti) la stessa di fine gennaio. In più, oggi la Roma ha più abbondanza, in ogni reparto. Basterà tutto questo per fare una gran bella figura contro il Milan e mandare in archivio un trend sportivamente raccapricciante? Chissà, lo scopriremo solo vivendo…
FONTE: Il Corriere dello Sport – M. Ferretti











