Una partita magnifica, forse la più bella delle prime otto giornate. Uno spot superbo per il nostro calcio. Quando vogliamo, siamo come la Premier. Grazie Napoli e grazie Roma. Peccato che non sia possibile premiare tutti con i tre punti, pareggi tanto spettacolari valgono più del misero avanzamento di una casella. Se guardiamo alla contabilità spicciola, il passettino serve a poco sia a Massimiliano Allegri sia a Gian Piero Gasperini, ma al Maradona sono andati in scena 90 minuti senza tregua, il che è sintomo di salute, di vitalità, di voglia di fare.
Se il Napoli giocherà come ha fatto ieri nel primo tempo o per qualche breve tratto della ripresa, risalirà in zone più consone. Se la Roma non smetterà mai di crederci e non si arrenderà mai come ieri, sarà difficile eliminarla dalla corsa scudetto. Poi, è chiaro, un 3-3 contiene cose meravigliose e rovinose in eguale misura, prodezze e svarioni. Il Napoli ha avuto in mano la partita – sul 2-0 e sul 3-2 – e se l’è lasciata sfuggire. La Roma per una volta ha dovuto adattarsi all’avversario, c’è stata costretta ad aspettare che calasse, non l’ha soverchiato.
Primo tempo a tinte azzurre, con sprazzi giallorossi. Nel classico gioco delle coppie gasperiniano, Cristante si è appiccicato a De Bruyne, regista abbastanza “basso”, motivo per cui il mediano giallorosso si è ritrovato a lungo nella posizione di trequartista, ma con compiti distruttivi e non creativi. Cristante ha subito l’intelligenza di De Bruyne. Nei mezzi spazi della terra di nessuno, un allenatore come Gasperini di solito semina e raccoglie. Allegri ha aggirato il problema con ariosi allargamenti, il Napoli ha rosolato la Roma con i cross di Di Lorenzo e Politano da destra e di Lang da sinistra.
Dalle corsie sono venute le occasioni migliori: Rensch ha evitato il peggio su un invito di Di Lorenzo; un pallone di Lang ha attraversato tutta l’area senza che nessuno lo spingesse dentro; Politano ha pescato Hojlund nell’area piccola ma il danese ha alzato di testa in tuffo. Gasperini è stato attaccato su uno dei suoi terreni di battaglia, i corridoi laterali. L’1-0 è sgorgato su punizione di Politano da sinistra: respinta di De Roon e rovesciata spiazzante di Anguissa, con Gollini coperto e impietrito. Il portiere si è rifatto con l’uscita su De Bruyne lanciato da Lang e poco dopo con uno strepitoso riflesso su Olivera, imboccato da Hojlund al termine di un’esaltante galoppata.
La Roma aveva sprecato una chance con Malen, bravo Meret a respingere di piede. Napoli dominante, colpevole di mancato 2-0, tanto è vero che, prima dell’intervallo, Cristante di testa ha colpito il palo, a smentire quel che si è detto qualche riga fa. Uno con il suo fisico può trasformarsi in centravanti aggiunto. Roma infastidita dall’aggressività uguale e contraria del Napoli, Roma imperfetta nelle connessioni, imbrigliata. Allegri più giochista che risultatista: una sorpresa, uno sberleffo agli etichettatori.
La ripresa è stata un torrente in piena. McTominay subito in gol di testa su cross di Politano e poco dopo il medesimo Politano si è fatto deviare da Gollini il pallone del 3-0 tombale. Qui il Napoli ha commesso lo sbaglio di abbassarsi troppo a protezione del 2-0. Forse gli azzurri dovevano rifiatare, di sicuro era troppo presto per rivestire i panni dei risultatisti. Gasperini ha smosso le acque con i cambi, la Roma ha assediato il Napoli ed è andata all’incasso con Soulé, gran sinistro da lontano con Beukema in modalità statuina, e con Balerdi, straripante su un rimpallo in area.
Due a due e pace fatta? Per carità. Con il tiro da fuori del 3-2 e della doppietta personale, il formidabile McTominay ha distribuito un po’ di aritmie della felicità a tanti napoletani, ma il diabolico Gasperini ha cambiato ancora, dentro Mora per Malen, e Balerdi, ancora lui, di testa ha scaraventato in rete un cross di Wesley. A quel punto Allegri si è esibito nel tradizionale lancio della giacca ed è stato espulso, l’allenatore voleva che l’arbitro annullasse il gol per una spintarella di Balerdi a Beukema.
La Roma è scivolata a meno quattro dalla Lazio capolista e oggi l’Inter può prodursi nello stesso allungo. Il Napoli arranca assieme alla Juve. Chi se ne importa della classifica, dopo una partita così.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











