Ognuno di noi ha bisogno di un Supereroe. Puoi essere un bambino, un ragazzo o un uomo navigato, ma quando vedi il pallone che rotola tutto si azzera. È il calcio bellezza, dove un gol ti cambia la giornata e una vittoria la settimana. Figuriamoci se allora devi rincorrere quella chimera chiamata scudetto, che ti trasforma in un novello Fonzie incapace addirittura di pronunciare la parola. Che poi, a pensarci bene, è un po’ lo stato d’animo del tifoso romanista da sabato, quando alle 18,45 de la tarde avrebbe voluto far fermare il mondo. Roma avanti di due gol contro i campioni d’Italia, prima in classifica e in fuga solitaria grazie al Supereroe Dybala che aveva fatto come al solito la differenza. Giocate, aperture, i due guizzi per l’uno-due di Koné.
Sì, Paulo sembrava veramente il Superman con il mantello che lo street artist Drugi ha realizzato alla Garbatella, nei pressi di piazzale Damiano Sauli. Volava sopra l’Inter, incurante della marcatura a uomo di Bastoni, rincorrendo Dimarco sulla fascia e scodellando palloni nell’area di Martinez che non avevano nulla da invidiare ad un paio di grandinate di fine estate che hanno colpito recentemente la nostra città. Poi l’Inter ha ripreso i giallorossi ma se quel motivetto che la Curva Sud di tanto in tanto ritira fuori sulle note di Glory Glory Alleluia è ancora attuale, lo deve proprio a Paulo di Laguna Larga.
Sì perché nessuno si offenda, da Malen a Svilar, ma il sogno è vivo e quantomai attuale proprio grazie a questo prossimo 33enne (festeggerà gli anni il 15 novembre). Lo sapeva bene Gasperini e proprio per questo si è messo di traverso quando nella passata stagione gli era stato prospettato il mancato rinnovo dell’argentino. I numeri gli danno ragione: mai nella sua esperienza giallorossa Paulo aveva giocato così tanto nelle prime 5 giornate di campionato (ai quali vanno aggiunti i 90 minuti in Champions contro il Fenerbahce): ben 407 sui 450 disponibili, il 90,4%. Non aveva questa continuità da dieci anni, dal 2016-17, stagione nella quale vinse il secondo dei cinque scudetti italiani. All’epoca segnava di più (attualmente è a secco da 8 mesi), oggi si diverte a mandare in gol Malen.
Con una postilla: a molti non sarà passato inosservato il tiro di collo effettuato nel primo tempo contro l’Inter. Un segnale. Era da tempo che non ci provava, trincerandosi nella zona comfort del piatto a giro.
FONTE: Il Messaggero











