
IL DERBY — La sensazione, vista la tranquillità con cui parla Pellegrini, è che il gol di tacco al derby da subentrato possa aver cambiato la sua stagione e, forse, anche il suo percorso a Roma: “C’è stata un po’ di incoscienza: se la palla fosse finita fuori, in molti non me l’avrebbero perdonato. In quel momento non devi pensare. Mi sono girato, ho visto la palla entrare ed è stato fantastico. In questo ruolo ho spazio per svariare e divertirmi, ho meno pensieri tattici rispetto alla mezzala. Sono entusiasta, mi piace giocare lì anche perché vedo la squadra girare bene. Tutti ci troviamo bene e vengono date più soluzioni di passaggio”.
CONCORRENZA — Quando rientrerà Pastore, ancora alle prese con la lesione al polpaccio, Pellegrini avrà un concorrente in più: “Lui ha dimostrato di fare benissimo da trequartista. Abbiamo un bel rapporto, come tutti noi. Sicuramente lui ha tanta tecnica, ma siamo un bel gruppo e anche in campo si vede questo affiatamento”. Stesso discorso per quanto riguarda l’Italia: “Volevamo tutti la vittoria in Polonia, dobbiamo continuare così. Mancini fa sentire tutti importanti, è molto bravo nella gestione”.










