Lui alla fine ha chiesto scusa a tutti, Gasp invece spera solo che nessuno (leggi giudice sportivo) calchi la mano. Insomma, l’espulsione di ieri di Donyell Malen ha lasciato ovviamente il segno, anche perché l’olandese all’inizio ci è rimasto male. Già, perché prima del fallo su Kaiki che poi ha portato al rosso c’era stato un evidente fallo di Ramon sullo stesso Malen non sanzionato da Fabbri. «È sempre fallo prima, se fischi quel fallo io non vengo espulso», le parole dette dal centravanti della Roma a Sozza, il quarto arbitro, proprio mentre lascia il campo per infilarsi negli spogliatoi. Alla fine è andata così, con la Roma che è comunque riuscita a portare a casa un punto prezioso in condizioni disagiate.
Poi, a fine gara, Malen ha evidentemente rivisto il suo intervento e probabilmente ha capito che quell’entrata non era stato proprio il massimo. «Chiedo scusa alla squadra ed ai tifosi», ha scritto sui suoi account social. Consapevole di aver penalizzato il lavoro del gruppo. Anche se poi sulla questione ci è tornato su proprio Gian Piero Gasperini, che ha voluto chiarire alcune cose: «C’è un fallo ritenuto su Malen, dire che Donyell faccia del gioco violento è difficile da sostenere. Ha avuto uno slancio dopo essere stato trattenuto e ha toccato anche la palla. Non c’è intenzionalità da parte sua. Fino a quel momento era una gara bellissima, questo episodio l’ha imbruttita».
Ed a chi gli fa vedere il fotogramma incriminato Gasp risponde così: «Il calcio non è fatto di fotogrammi ma di azioni, altrimenti si può giustificare tutto. Smettiamola con i fotogrammi, falsificano la realtà. Abbiamo subito queste cose per anni, per anni tutto questo è stato un danno per la Serie A, finalmente da quest’anno si vede un calcio più vero. Per favore, non torniamo indietro. Vediamo il live e l’azione».
E forse è anche per tutto questo che alla fine Gasperini ha esultato, nonostante un pareggio e non la vittoria. «Ma io in realtà ho esultato per lo spirito con cui abbiamo giocato – continua l’allenatore della Roma -. Non era facile in inferiorità numerica contro questo Como. Nel primo tempo abbiamo avuto delle ottime situazioni per far gol e non so come sarebbe andata a finire undici contro undici. Chiaro che senza un uomo siamo stati poi costretti a difenderci, ma lo abbiamo fatto con lucidità e ordine. Un pari in queste condizioni va bene lo stesso».
FONTE: La Gazzetta dello Sport











