La Roma e Giacomo Raspadori non sono mai stati così vicini, anzi vicinissimi. Merito di un lavoro partito da lontano, ma soprattutto dell’incontro andato in scena a Milano tra gli agenti del calciatore azzurro e il ds giallorosso Frederic Massara. E la premessa del meeting è forse la chiave di tutta la vicenda: l’input di vedersi per discutere e provare a sistemare ogni dettaglio della trattativa è partito proprio dall’entourage del calciatore.
Nessun rilancio di natura economica è stato formulato dalla Roma, l’offerta è rimasta immutata rispetto all’ultima presentata (pareggiato l’ingaggio che percepisce a Madrid che si aggira sui 3,6 milioni di euro) così come la formula, prestito con diritto di riscatto, visto che i giallorossi sono impossibilitati per paletti legati al FPF ad inserire l’obbligo in qualsiasi affare di questa finestra invernale.
Cos’è cambiato allora? Qual è stata la mossa della Roma che ha convinto gli agenti del calciatore? Quale tecnicismo ha avuto modo di tranquillizzare il calciatore nel non esser rispedito a Madrid a giugno? Il ds Massara si è infatti dichiarato disponibile ad alzare la quota della penale da pagare in caso di mancato riscatto del cartellino, un segnale evidente che la Roma vuole mantenere la parola, dando poi forma a giugno ad un accordo quadriennale con il calciatore, già delineato con i suoi agenti.
Adesso manca l’ultimo sì, la firma del calciatore che in giornata rientrerà in Spagna, dopo l’eliminazione subita dall’Atletico Madrid nella semifinale della Supercoppa di Spagna: per Raspadori 90 minuti in panchina nell’1-2 inflitto dal Real Madrid, che ha eliminato i Colchoneros dalla competizione e avvicinato sempre di più il calciatore a Trigoria. Le prossime possono davvero essere le ore decisive, che porteranno al viaggio verso Roma, visite mediche e l’inizio della sua avventura in giallorosso. (…)
FONTE: Il Romanista – A. Di Carlo











