Il primo esame è già di quelli tosti. Stasera all’Olimpico si alza il sipario sul campionato, anzi, più in generale sulla stagione, della seconda Roma di Gasperini. Di fronte la Fiorentina di Grosso, tra le squadre più brillanti del mercato italiano con l’incognita di aver cambiato quasi tutti gli undici titolari e alle prese col caso Kean. In un Olimpico completamente giallorosso (fischio d’inizio ore 20.45, diretta Dazn) il tecnico vuole partire forte, come annunciato nella conferenza di sabato. “Una cosa che sicuramente a noi non manca è la voglia di partire forte subito. Giochiamo in uno stadio nuovamente pieno, con tanta aspettativa, e questo per noi è una forza fondamentale per andare ad attaccare subito la partita con le nostre migliori risorse”.
Messaggio chiaro alla squadra che dovrà aggredire, come da perfetta tradizione “gasperiniana”, da subito la partita per evitare di restare ingabbiata nel palleggio della Fiorentina. I viola, infatti, presentano un centrocampo di alta qualità, e Grosso è pronto a schierarsi con una formazione ricca di talento e abile nel possesso pala. Dall’altra parte un solo grande dubbio accompagna la vigilia di Gasperini: l’uomo sulla trequarti. Come da “prove generali” di Dortmund, il piemontese è pronto a ripartire dal 3-4-1-2, anche per assenza di vere e proprie ali offensive, Soulé a parte.
E proprio l’argentino è al centro del ballottaggio insieme all’ultimo arrivato Rodrigo Mora. Il portoghese ha impressionato da subito per qualità e disponibilità atletica, ma il tecnico riflette se iniziare la partita con Soulé, che seppur non esattamente aderente alle caratteristiche del ruolo, quella posizione l’ha già occupata in estate e nella coda dello scorso campionato. Sullo sfondo anche la possibilità di vedere Cristante come incursore, ma le condizioni non ottimali di Pisilli ed El Aynaoui lasciano poche chance al numero quattro. Per il resto la solita Roma, o quasi.
Davanti a Svilar agirà il terzetto titolare composto da Mancini, N’Dicka ed Hermoso. Cristante e Koné la cerniera mediana mentre sulle fasce spazio a Wesley a sinistra e all’unica possibile novità iniziale sull’altra corsia. Pronto infatti all’esordio in giallorosso l’argentino Molina, nettamente in vantaggio rispetto a Rensch, che aveva chiuso positivamente la scorsa stagione. In attacco spazio al tandem Dybala–Malen, con la Joya che si alternerà tra il ruolo di seconda punta e quello di trequartista in base ai momenti del match. Castro pronto a subentrare a gara in corso. Scelte a parte si prospettano novanta minuti impegnativi per una Roma che nel corso del precampionato ha mostrato una crescita costante, seppur con qualche amnesia difensiva da registrare.
Ma le partite ufficiali, si sa, sono un’altra cosa e i giallorossi sono pronti a ripartire con la stessa fame con la quale hanno chiuso la scorsa primavera un campionato sopra le aspettative. Le insidie stasera non mancheranno, soprattutto se si ha negli occhi la Fiorentina di un anno fa. L’entusiasmo darà la carica ai toscani che si ripresentano all’Olimpico in un esordio di campionato dopo cinque anni. L’ultima volta fu nel 2021, la prima di Mou in giallorosso che vide i padroni di casa trionfare 3-1 grazie alle reti di Mkhitaryan e Veretout, autore di una doppietta. Chissà che non possa essere di buon auspicio anche per il secondo esordio di Gasp. D’altronde, chi ben comincia…
FONTE: Il Tempo – L. Pes











